[ONLINE] Bach, Busoni e Torino

Le trascrizioni bachiane di Ferruccio Busoni sulla scena musicale torinese nel corso del Novecento. Conferenza a cura di Maria-Cristina Riffero, tenutasi il 26 novembre 2020 nell'ambito del Convegno internazionale "Bach e l'Italia".

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Ferruccio Busoni diceva: “L’esecuzione di un lavoro è una trascrizione”; e aggiungeva: “Le trascrizioni nel senso virtuosistico sono un accomodamento di idee altrui alla personalità dell’esecutore”.

Il 27 aprile 1920 il pubblico di Torino interiorizzò la prima trascrizione di musica di Johann Sebastian Bach da parte di Ferruccio Busoni, la Toccata e Fuga in Re Minore BWV 565, attraverso l’esecuzione pianistica di Giorgio Federico Ghedini (pianista e organista, appassionato e trascrittore di musiche antiche, all’epoca docente di composizione al Conservatorio di Torino) e con il supporto visivo di tre danzatrici di ginnastica ritmica, che portavano sul palcoscenico del Teatro Regio i legami sincroni, empatici ed emozionali esistenti tra la musica e l’espressione corporea.

Con il tempo furono i concorsi pianistici indetti dall’Unione Musicale Studentesca a portare alla conoscenza del pubblico torinese le trascrizioni di musiche di Bach operate da Ferruccio Busoni. Spesso ad esibirsi erano pianisti giovanissimi, di 15-16 anni, talenti precoci, quale Ferruccio Busoni stesso era stato iniziando la sua carriera di concertista di pianoforte. Molti di questi divennero nomi famosi nel panorama musicale internazionale: Marcello Abbado, Bruno Canino, Marisa Borini...

Tipologia

Conferenze

Target

Adulti

Prezzo

Accesso libero