Laura Mancinelli, la Rosa Reve d'Or

ritratto di Laura Mancinelli, volto a matita e capelli al computer

“La memoria genetica” è uno dei modi per sopravvivere alla morte di generazione in generazione. Ma non è l’unico, perché le nostre azioni, anche le più insignificanti, si intersecano con quelle degli altri, aprendosi a ventaglio. […] Perché di tutti i nostri atti, consapevoli o no, nessuno va perduto, anche se di noi si perde il nome e col nome la memoria.” (Il passato è presente)

Questo testo su Laura Mancinelli è parte della serie 15 rose per 15 scrittrici. Rinascono i roseti al Mausoleo della Bela Rosin.

Leggi l'approfondimento Una vita vissuta tra passato e presente, scritto da Michela Celant, volontaria del Servizio civile universale 2020/21, che trovi in fondo alla pagina, con una testimonianza di Renzo Sicco, direttore artistico di Assemblea Teatro. L'immagine di Laura Mancinelli è stata realizzata da Evaluna Lovera, volontaria civica.

Ringraziamo Paolo Mancinelli per la disponibilità delle fotografie.

( Udine 1933 -  Torino 2016). Laura Mancinelli è stata docente universitaria di Filologia germanica, dapprima presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, poi ottenendo la cattedra all’Università degli Studi di Torino. Nel corso della sua vita si è occupata della traduzione di molte opere medievali e della stesura di romanzi storici, ambientati nella medesima epoca, esordendo con il primo dal titolo: I dodici abati di Challant (1981). Dal 1994 si è dedicata completamente alla scrittura con numerose pubblicazioni, nonostante le degenze in ospedale, le lunghe riabilitazioni, e la sedia a rotelle a cui fu infine costretta.

Libri di Laura Mancinelli