Italia in giallo

Il giallo è un genere molto appassionante e in Italia ci sono tanti ottimi scrittori che, partendo dalla narrazione di un crimine, riescono a raccontare molto altro: alcuni di loro sono più noti, altri meno, ma tutti validissimi. Proponiamo la lettura di alcuni romanzi polizieschi e noir di autori italiani, per ritrovare quelli già conosciuti ma anche per fare qualche nuova scoperta nel mondo del thriller. 

«Di solito ti caricano i ragazzi giovani, spesso alla guida di utilitarie scalcagnate che non hanno l'aria di poter percorrere tanti chilometri. Questa volta si è fermato qualcuno che guida un'Audi [...] e capisci subito che non avete niente in comune.» Il proverbiale passaggio da uno sconosciuto getta il giovane protagonista di Autostop per la notte, assetato di vita e trasgressione, in un turbine di sesso, droga e violenza ambientato nel torinese. La notte e la strada non sono solo uno scenario perfetto per un thriller che ricorda Fuori orario di Scorsese, ma un mondo parallelo molto pericoloso in cui si gioca con regole particolari.

Un passaggio in auto da un collega, e la tranquilla serata d'autunno dell'ispettore Ferraro si trasforma in un'intricata indagine. La vittima è una maestra di matematica, in una scuola milanese al confine tra il quartiere "bianco" di Città Studi e quello "colorato" di via Padova. A tutti sembra ovvio da quale parte va cercato il colpevole. Per tutti ma non per Ferraro, che tra un bar cinese e un capannone convertito in moschea va a caccia di una verità decisamente meno scontata.

L’ispettore Ferraro è tornato al commissariato di Quarto Oggiaro, solo e sconfitto, e dopo tre anni in trasferta deve ricominciare da capo. Con la barba incanutita, una nuova casa, la figlia Giulia in piena preadolescenza e Lanza trasferito a Bruxelles. Poi c’è il lavoro: una rapina in villa, con un epilogo tragico. Morto il rapinatore, uno zingaro, e morto il padrone di casa. Una vera rogna. E il solito Comaschi lì a fare battute idiote. Nello stesso momento, a Lodi, una rocambolesca evasione dal carcere finisce in un bagno di sangue. Un noir contemporaneo che scava nelle più grandi paure dell’Italia di oggi senza mai perdere di vista la speranza.

Sasà era destinato a una pena di almeno trent'anni, come è potuto uscire di galera così presto e «legalmente»? È quello che, come al solito controvoglia, l'ispettore Ferraro dovrà scoprire. A indirizzare le sue indagini ha provveduto una telefonata di Augusto Lanza, convinto che qualcosa di grosso stia per accadere. Così, in una metropoli sferzata da una bufera di neve, fra periferie abbandonate e nuovi grattacieli, fra chiese barocche e palestre di pugilato, Ferraro imparerà come un ragazzo qualsiasi sia diventato negli anni un efferato criminale. Dovrà cercare di catturare Sasà prima che venga di nuovo inebriato dal sapore del sangue, al quale non ha mai saputo resistere.

Il Turista è l’incubo delle polizie di mezza Europa. È il serial killer perfetto: cambia sempre città, non ha uno schema fisso e non lascia indizi. Si mischia tra la folla, sceglie le vittime d’istinto, colpisce con ferocia e sparisce. E tutto, nella sua lucida follia, è sempre filato liscio. Poi è arrivato a Venezia e ha ucciso quella donna. Per giorni ha aspettato che il cadavere venisse scoperto, per potersi godere la scena in tv, il terrore che ha seminato. Ma per giorni niente è successo, così è tornato sul luogo del crimine… trovando una sorpresa: nessun corpo, nessuna traccia. E, nascosta nel modellino di una gondola, una telecamera con cui qualcuno lo sta osservando. Stavolta è lui la preda.

Terzo della serie dell'Alligatore, questo romanzo racconta dall'interno le trasformazioni del panorama criminale del nostro paese, i mezzi e le strategie dei soggetti di questa battaglia sanguinosa. Si parla della mafia del Brenta, della mafia russa, della nuova criminalità albanese, dell'uso spregiudicato dei criminali pentiti da parte della magistratura. L'Alligatore entra nel mondo degli investigatori e della giustizia dalla porta di servizio (la galera). Usa mezzi illegali, lavora assieme a un contrabbandiere piuttosto violento e a un reduce della controinformazione degli anni Settanta. Ma il suo obiettivo resta sempre alto: la giustizia.

Seconda puntata delle avventure dell'Alligatore, ovvero Marco Buratti, investigatore non violento che ama il blues e beve Calvados. La sua sfiducia nella giustizia italiana fa sì che preferisca farsi aiutare da un malavitoso di vecchio stampo come il suo amico Beniamino Rossini, piuttosto che ricorrere a giudici e poliziotti. Stavolta la vicenda si svolge tra la Sardegna e la Corsica: l'Alligatore ha ricevuto un incarico assai delicato che lo porterà a uno scontro senza esclusione di colpi con una banda criminale di eterogenea composizione - ex agenti dei servizi segreti italiani e francesi, trafficanti di droga e avvocati corrotti assoldati per stroncare l'indipendentismo corso.

Il marito di una donna scomparsa, non osando confessare alla polizia il vergognoso segreto della partecipazione a un giro di orge sadomaso, si rivolge all'Alligatore, l'investigatore che della conoscenza degli ambienti dell'illegalità ha fatto il suo mestiere. Inizia una spaventosa discesa in un mondo di gente sola e ricattata dove predatori feroci si aggirano e colpiscono in modi efferati. A fianco dell'Alligatore ci sono i due fedeli soci: Max la Memoria e Beniamino Rossini.

Padova. Guido Di Lello, un tranquillo professore, scompare all’improvviso. Dopo qualche mese il suo caso finisce tra quelli insoluti. Solo una donna conosce la verità: Oriana Pozzi Vitali, la sua amante segreta. Ha preferito il silenzio per evitare di essere coinvolta ma alla fine, travolta dal senso di colpa, si confida con un’avvocatessa che le consiglia di rivolgersi Buratti detto l’Alligatore. Buratti inizia a indagare su un labile indizio e presto si trova coinvolto in una torbida storia che lo costringerà a scontrarsi con la mente criminale di Giorgio Pellegrini. Una partita mortale in cui entrerà anche Giulio Campagna, un poliziotto molto particolare che in tutta la sua carriera non ha mai agito secondo le regole.

La scrittura di Massimo Carlotto, già uno dei migliori autori di noir, fa un salto di livello. Il romanzo è il più complesso “Alligatore” che abbia scritto finora, un meccanismo perfetto come un orologio svizzero, uno scavo nelle psicologie di personaggi in bilico sul crinale nebbioso di strade senza ritorno, un’ironia tagliente e un’umanità sincera. Un grandissimo noir sul conflitto tra crimine e forze di polizia dove, troppo spesso, le vittime sono solo pedine senza valore.

Una delle tante rapine nelle ville delle campagne del Nordest finisce in tragedia con un duplice e brutale omicidio. Le indagini non arrivano a nulla. Due anni dopo Marco Buratti viene contattato per indagare. Il suo cliente ha appena 12 anni ed è il figlio di una delle vittime, che lo ingaggia offrendogli 20 centesimi di anticipo. Fin dall’inizio la verità appare sconvolgente e contorta. L’Alligatore e i suoi soci, Beniamino Rossini e Max la Memoria, si ritrovano ben presto invischiati in una vicenda di oro e di vendetta che li obbliga a scontrarsi con bande di rapinatori e criminali insospettabili. Un’inchiesta che si trasforma presto in una trappola infernale mentre l’Alligatore e i suoi amici devono tutelare gli interessi del loro cliente.

Dall’Istituto di medicina legale di Padova spariscono 44 chili di droga pesante. Criminalità organizzata da un lato e forze dell’ordine dall’altro si scatenano. L’Alligatore riceve pressioni per indagare. Lui non accetta ma a certa gente non basta dire di no. Due anni più tardi scompare Sylvie, la donna di Beniamino Rossini, la danzatrice del ventre franco-algerina che lui aveva conosciuto anni prima in un night del Nordest. Il vecchio gangster non si dà pace e la cerca ovunque. Ben presto l’Alligatore, Beniamino Rossini e Max la Memoria si ritrovano braccati da un nemico misterioso che li costringe a entrare in un gioco mortale.

Fare arrabbiare una donna è pericoloso. Farne arrabbiare quattro è da pazzi. Sullo sfondo dell'Italia di oggi, corrotta e criminale, quattro donne molto diverse tra loro decidono di ribellarsi al destino imposto da uomini sbagliati. Per riscattare le loro vite dovranno diventare Le Vendicatrici. Ksenia è venuta da molto lontano per inseguire il sogno del principe azzurro ed è sprofondata nell'incubo della "tratta delle spose". Ha solo un modo per liberarsi da quell'inganno e tornare a vivere: sfidare i suoi persecutori. Un'impresa impossibile, se sei sola, ma non se ad aiutarti intervengono Luz la colombiana, Eva la profumiera e la misteriosa, feroce Sara. L'amicizia le rende più forti. L'amore le rende spietate.

Nordest, scritto a quattro mani da Massimo Carlotto e Marco Videtta, racconta un tema antico, il rapporto tra padri e figli, inserito nell'attualità del Nordest italiano. Un territorio ricco e complesso, considerato la locomotiva dell'economia italiana. L’ambiente in cui matura il delitto di una giovane donna prossima al matrimonio è quello delle grandi famiglie industriali. Un noir che, a partire da un delitto, racconta l'illegalità diffusa che ha permesso di accumulare grandi ricchezze. Personaggio principale è Francesco, rampollo della seconda famiglia più ricca del "paese", giovane avvocato dal futuro già scritto che dovrà confrontarsi con il suo ambiente e scegliere tra verità e "normalità".

Nelle giornate dell'avvocato Guerrieri, ogni tanto piomba una pratica, di quelle che non portano né soldi né gloria, ma solo nuovi nemici. Lui non riesce a rifiutarla, una specie di molla gli scatta dentro. Una nuova pratica gli prospetta una giovane donna vittima di maltrattamenti che ha avuto il coraggio di denunciare l'ex compagno suo persecutore: nessun avvocato vuol rappresentarla per timore delle persone potenti implicate. E la molla che gliela fa accettare sembra essere la ragazza con un'aura di inquietudine, che una sera si presenta assieme all'amico ispettore di polizia nel suo studio per chiedergli di assumere la difesa della donna tormentata.

1992, siamo tra maggio e luglio a Bari, quando arriva la notizia che un bambino, figlio di un capo clan, è stato rapito. Il maresciallo Pietro Fenoglio capisce adesso potrebbe accadere qualsiasi cosa. Poi, inaspettatamente, il giovane boss che ha scatenato la guerra, e che tutti sospettano del sequestro, decide di collaborare con la giustizia. Ma le dichiarazioni del pentito non basteranno a far luce sulla scomparsa del bambino. Per scoprire la verità Fenoglio sarà costretto a inoltrarsi in quel territorio ambiguo dove è piú difficile distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato. Ambientato al tempo delle stragi di Palermo, L'estate fredda offre uno sguardo pauroso sulla natura umana, regalandoci anche un protagonista di straordinaria dignità. E, alla fine, un inatteso bagliore di speranza.

Pietro Fenoglio, un vecchio carabiniere che ha visto di tutto, e Giulio, un ventenne intelligentissimo, sensibile, disorientato, diventano amici nella piú inattesa delle situazioni. I loro incontri si dipanano fra confidenze personali e il racconto di una formidabile esperienza investigativa, che a poco a poco si trasforma in riflessione sul metodo della conoscenza, sui concetti sfuggenti di verità e menzogna, sull'idea stessa del potere. La versione di Fenoglio è un manuale sull'arte dell'indagine nascosto in un romanzo avvincente, popolato da personaggi di straordinaria autenticità: voci da una penombra in cui si mescolano buoni e cattivi, miserabili e giusti.

Guido Guerrieri deve cercare gli elementi per un'inchiesta che sta per essere archiviata. Manuela, ricca studentessa universitaria a Roma, è scomparsa in una stazione ferroviaria, inghiottita nel nulla dopo un fine settimana trascorso in campagna con amici. Studiando le carte incontra alcuni tra i personaggi coinvolti nell'inchiesta, come la migliore amica di Manuela, Caterina, una bella e giovane ragazza. L'avvocato, diviso fra imbarazzo e attrazione, si lascia accompagnare da lei nel ricostruire il mondo segreto di Manuela e le ragioni della sua scomparsa.

Un buon investigatore deve essere capace di costruire una storia, immaginare che cosa è successo prima e dopo il crimine, come in un romanzo. Poi, costruita la storia, deve andare in cerca di ciò che la conferma e la contraddice. Così pensa il maresciallo dei carabinieri Pietro Fenoglio, piemontese trapiantato a Bari, che si trova a indagare su un omicidio dove tutto appare troppo chiaro fin dall'inizio. Non fosse che al principale sospettato, su cui si concentra ogni indizio, mancava qualsiasi movente per commettere il delitto

Da mesi, il lunedì e il giovedì, Roberto Marias attraversa a piedi il centro di Roma per raggiungere lo studio di uno psichiatra. Si siede davanti a lui, e spesso rimane in silenzio. Talvolta i ricordi affiorano. E lo riportano al tempo in cui lui e suo padre affrontavano le onde dell'oceano sulla tavola da surf. Lo riportano agli anni rischiosi del suo lavoro di agente sotto copertura. Una vita che lo ha ubriacato e travolto. Le parole del dottore, le passeggiate ipnotiche in una Roma che lentamente si svela ai suoi occhi, l'incontro con Emma, come lui danneggiata dall'indicibilità della colpa, gli permettono di tornare in superficie. E quando Giacomo gli chiede aiuto contro i suoi incubi di undicenne, Roberto scopre una strada di riscatto e di rinascita.

In carcere c'è un uomo, condannato in primo grado per traffico di droga, che si dichiara innocente. In un primo momento l’uomo aveva confessato. Ma forse è  finito in una trappola orchestrata dall'avvocato di primo grado. Un maledetto imbroglio, dunque, che Guerrieri è restio a caricarsi, e non solo perché tutte le apparenze sono contro il detenuto, un ex picchiatore fascista ossessione dell'adolescenza di Guido. C'è anche una situazione personale ambigua che coinvolge l'avvocato: la fine forse di un amore, l'inizio pericolosissimo di un altro, e in ciascuno di questi incroci sembra materializzarsi lui, il detenuto che si proclama disperatamente innocente.

È stato ucciso un bambino di nove anni. Il piccolo corpo viene ritrovato nel fondo di un pozzo. Un delitto atroce di cui è accusato un ambulante senegalese, Abdou Thiam, che lavora nella spiaggia vicino la casa dei nonni dove il bambino è solito giocare. Inchiodano il senegalese indizi e testimonianze, ma soprattutto una foto e le dichiarazioni di un barista. Un destino processuale segnato: privo di mezzi, lo attendono una frettolosa difesa d'ufficio e vent'anni con rito abbreviato. Ma è un destino che si scontra con quello di un avvocato in crisi che trova, nella lotta per salvare Abdou in una spasimante difesa, un nuovo sapore alla vita.

La Santa Penitenzieria Apostolica, conosciuta come il tribunale delle anime, fu istituito nel XIII secolo per le questioni di coscienza. Il suo potere giurisdizionale variò secondo i tempi, ma è certo che la Penitenzieria si sia occupata e continui a occuparsi di cose oscure, indicibili e pericolose. Come fu in epoca controriformista per le suppliche dei condannati a morte per stregoneria. Il tribunale  si occupa dell'archivio criminale più imponente che esista al mondo contenente le confessioni dei peccati più gravi. Ed esistono i penitenzieri, presenza segreta su molte scene del crimine alla costante ricerca di ciò che l'occhio di un semplice detective non può scorgere. Un'anomalia.

Questo è il romanzo di un uomo che non ha più niente se non la propria rabbia. E un talento segreto. Perché Marcus è l’ultimo dei penitenzieri: è un prete che ha la capacità di scovare le anomalie e di intravedere i fili che intessono la trama di ogni omicidio. Ma questa trama rischia di essere impossibile da ricostruire, anche per lui. Questo è il romanzo di una donna che sta cercando di ricostruire se stessa. Anche Sandra lavora sulle scene del crimine, ma diversamente da Marcus non si deve nascondere, se non dietro l’obiettivo della sua macchina fotografica. Perché Sandra è una fotorilevatrice della polizia: il suo talento è fotografare il nulla, per renderlo visibile. Ma stavolta il nulla rischia di inghiottirla.

Il desiderio di sparire, di fuggire da tutto, di lasciarsi ogni cosa alle spalle per alcuni non è solo un pensiero passeggero ma un'ossessione che li divora. Queste persone spariscono nel buio. Mila Vasquez ogni volta che mette piede nell'ufficio persone scomparse dove lavora, centinaia di occhi la fissano dalle pareti ricoperte di fotografie. Forse per questo Mila cerca coloro che il mondo ha dimenticato. Ma se d'improvviso alcuni scomparsi tornassero con intenzioni oscure? Sembrano identici a prima, ma il male li ha cambiati. Alla domanda su chi li ha presi, se ne aggiungono altre. Dove sono stati tutto questo tempo? E perché sono tornati?

Un piccolo paese di montagna, Avechot. Una notte di nebbia, uno strano incidente. L’uomo alla guida viaggiava da solo. È incolume. Allora perché i suoi abiti sono sporchi di sangue? L’uomo si chiama Vogel e fino a poco prima era un poliziotto famoso. È sotto shock e non ricorda perché è lì e come ci è arrivato. Due mesi prima Vogel si è occupato della scomparsa di una sedicenne: Anna Lou, capelli rossi e lentiggini. IL nulla che l'ha ingoiata sembra un groviglio di segreti che viene dal passato, perché ad Avechot nulla è ciò che sembra e nessuno dice tutta la verità. Questa non è una scomparsa come le altre, in questa storia ogni inganno ne nasconde un altro più perverso.

La chiamata alla polizia arriva verso sera da una fattoria isolata. A chiedere aiuto è la voce di una donna spaventata. Sulla zona imperversa un violento temporale e la prima pattuglia disponibile arriva troppo tardi. Qualcosa di sconvolgente è successo, un enigma. Mila Vasquez, l'unica persona in grado di svelarne il messaggio, ha lasciato il suo lavoro da poliziotta e, in compagnia della figlia Alice, vive isolata in riva a un lago. Tuttavia, quando viene chiamata in causa non si sottrae. Ed è così che grazie alle sue indagini comincia a prendere forma un disegno oscuro, fatto di incubi abilmente celati e di sfide continue. Il male cambia nome, cambia aspetto.

Roma è battuta da una pioggia incessante. In un antico caffè, due uomini esaminano il dossier di una ragazza scomparsa, forse rapita. Se è ancora viva non resta molto tempo. Uno dei due, Clemente, è la guida. L'altro, Marcus, è un cacciatore del buio, addestrato a riconoscere le anomalie, a scovare il male e a svelarne il volto nascosto. Perché c'è un particolare che rende il caso della ragazza scomparsa diverso da ogni altro. Per questo solo lui può salvarla. Ma, sfiorandosi la cicatrice sulla tempia, Marcus è tormentato dai dubbi. Come può riuscire nell'impresa a pochi mesi dall'incidente che gli ha fatto perdere la memoria? Anomalie.

Mentre Catania è avvolta da una pioggia di ceneri dell'Etna, nell'ala abbandonata di una villa signorile viene ritrovato il corpo di una donna mummificato dal tempo. Del caso si occupa il vicequestore Giovanna Guarrasi, detta Vanina, trentanovenne palermitana trasferita alla Mobile di Catania. La casa è abbandonata dal 1959 e saltuariamente abitata da Alfio Burrano, unico erede in vita della famiglia. Risalire all'identità del cadavere è complicato, e per riuscirci a Vanina serve l'aiuto del commissario in pensione Biagio Patanè. Districandosi tra le ragnatele del tempo, il vicequestore svelerà una storia di avidità e risentimento che tutti credevano ormai sepolta per sempre, e che invece trascinerà con sé una striscia di sangue fino ai giorni nostri.

Ferruccio Pammattone, ex sostituto commissario e vice dirigente alla Squadra mobile, Eugenio Mignogna, ex sovrintendente alla Scientifica, Luc Santoro, ex assistente capo all'Immigrazione, sono amici da una vita, si sono arruolati insieme nel lontano 1975 e sono appena andati in pensione. Ma si annoiano. Così, mentre chiacchierano sul lungomare di Genova, pensano di rimettersi ad indagare su quei casi che, per un motivo o per l’altro sono rimasti in sospeso. Non intendono certo fare i giustizieri della notte, beninteso. Riferiranno i risultati ai loro ex colleghi, che, grazie alla «Squadra speciale», potranno mettere un punto ad alcuni casi altrimenti destinati a restare sepolti in un armadio.

A Palermo, in una grande strada del centro, una signora gestisce una bottega di parruccaia. È una donna gentile, bravissima nella sua arte che le ha donato una notorietà cittadina. Un giorno, questa signora viene trovata uccisa nella sua bottega. La polizia avvia le indagini ma ci sono pochi indizi. Angela Mazzola, semplice agente della Mobile, si interessa del caso e viene presto colpita da una polvere di indizi sfuggiti a inquirenti. Gian Mauro Costa con Stella o croce ha costruito uno dei suoi tipici personaggi eroi di tutti i giorni, cui non si darebbe un soldo di credito, ma poi si rivelano dotati di una loro intelligenza affilata da una vita difficile e da una grande umanità

Nel maggio del 2001, a Roma, due coppie: il professore italoamericano Victor Bonocore e la moglie Nicole Steele, il pubblico ministero Bianca Benigni e il marito Nanni. Due matrimoni come tanti. Tra loro una ventenne, Scarlett, sorella di Nicole. Intorno, la terra di mezzo del Sordomuto e del Puncicone, gli appalti pubblici, il gioco d'azzardo, l'usura, e la morte atroce di una ragazza, Donatella. Sembra essere l'ennesimo atto di violenza patito da una donna per mano di un uomo, l'assassino viene scoperto e giustizia è fatta. O forse no...

Roma, 11 luglio 1982. La sera della vittoria italiana al Mundial spagnolo Elisa Sordi, impiegata di una società immobiliare del Vaticano scompare nel nulla. L'inchiesta viene affidata a Michele Balistreri, giovane commissario di Polizia dal passato oscuro. Arrogante e svogliato, Balistreri prende sottogamba il caso, e solo quando il corpo di Elisa viene ritrovato sul greto del Tevere si butta a capofitto nelle indagini ma il delitto rimarrà insoluto. Roma, 6 luglio 2006. Mentre gli azzurri battono la Francia ai Mondiali di Germania, Giovanna Sordi, madre di Elisa, si uccide gettandosi dal balcone. Il suicidio dell'anziana donna alimenta i rimorsi di Balistreri spingendolo a riaprire l'inchiesta su Elisa.

Una bellissima ventenne viene trovata morta in una casa di zona Naviglio Martesana. È  stata assassinata. La vittima è Carolina detta Lina, in arte Wilma, una mondina che aveva abbandonato i campi per dedicarsi al mestiere più antico del mondo, svolgendo la sua nuova professione al Chiaravalle, una casa chiusa a due passi dal Duomo. Ma chi l'ha uccisa? Il compito di scoprirlo spetta al commissario capo Mario Arrigoni, attraverso un'indagine che lo mette a contatto con il mondo torbido e triste della prostituzione, all'epoca ancora concentrata nei cosiddetti "casini". Gli interrogatori portano davanti al commissario un variegato campionario di umanità.

Milano, 1952. In una gelida mattina di dicembre, nei pressi di via Porpora, il corpo di una giovane e bella donna bionda viene ritrovato senza vita all'interno della sua Topolino amaranto. L'autopsia rivela che è stata uccisa da una letale iniezione di cianuro. la vittima è Gilda Dell'Acqua, proprietaria di un bar tabacchi in piazzale Loreto. L'inchiesta viene affidata a Mario Arrigoni, commissario capo del Porta Venezia, e coinvolge il pittoresco mondo dei frequentatori del locale, dalla gemella della vittima a uno zio sfuggente e lascivo, passando per un enigmatico marchese, il gestore di una bisca clandestina e una splendida amica di Gilda dai costumi disinvolti...

È una calda mattina di luglio e molti milanesi sono partiti, per godersi qualche giorno di villeggiatura. Il commissario Mario Arrigoni si gode i ritmi blandi della città estiva. Ma la sua quiete viene interrotta da una telefonata del questore. Gli viene chiesto di spingersi oltre la sua zona di competenza e di indagare su un delitto avvenuto nell'elegante cornice di Brera. La vittima è l'architetto Osvaldo Verga, un pubblicitario di successo. L’uomo è stato trovato riverso sulla scrivania da una sua dipendente, Mariangela Marangon, ragazza veneta di umili origini e straordinaria bellezza. Dall'indagine emergono luci e ombre della vita di Verga, bell'uomo intraprendente e sfacciato, con una passione per le belle donne, le auto sportive.

La mattina del Venerdì Santo del 1953, a Milano, viene trovato il cadavere di un sacerdote, riverso su una panchina di piazzale Bacone. È don Luciano Fontevivo, il responsabile dell'oratorio della parrocchia di San Sigismondo Elemosiniere. L 'indagine è affidata al commissariato Mario Arrigoni. Don Luciano era talmente affascinante da essere paragonato dalle donne che frequentavano la parrocchia a un attore americano, e da meritarsi il soprannome di "prete bello". In apparenza era un sacerdote modello, attivo nel sociale e sempre pieno di idee innovative. Ma sul suo conto giravano anche voci e pettegolezzi secondo i quali don Luciano avrebbe intrattenuto rapporti "proibiti" con alcune giovani frequentatrici della parrocchia.

Marco Di Giacomo un tempo era un brillante antropologo poi qualcosa non ha funzionato e ora, ad appena quarant'anni, non è altro che un professore universitario collerico e introverso, con un solo amico, il suo impacciato ma utilissimo assistente Brazo Moscati. Considerati folli per le loro accanite ricerche sui culti antichi, i due sono costante oggetto dell'ironia di colleghi e studenti. Quando il direttore li spedisce a fare da balie a una giornalista tedesca venuta in Italia per scrivere un pezzo su luoghi simbolo dell'esoterismo, Marco chiede aiuto a sua nipote Lisi, ricercatrice. I quattro s'imbatteranno in una lunga catena di reati e strani eventi, scoprendosi parte di un disegno che potrebbe coinvolgere l'intera umanità.

Il romanzo racconta una domenica a passeggio con Ricciardi in una Napoli struggente degli anni 30. Protagonisti sono le vie chiassose,bei palazzi nobili e un po' decadenti, con le carrozze in piazza e il mitico caffè Gambrinus. Ci sono i commercianti con i loro banchetti e le loro grida di richiamo, i lustrascarpe, gli scugnizzi, poveri nelle loro vesti lacere, ma ricchi di dignità. E poi c'è Ricciardi, cupo nel suo dolore che passeggia con il dottor Modo, con cui scambia riflessioni e osservazioni. Per chi ama Napoli con i suoi profumi, la sua esuberanza, i suoi colori e le sue contraddizioni, questo libro non può mancare nella sua libreria.

A Posillipo, in riva al mare, viene trovato il cadavere di un anziano prete. Padre Angelo era per tutti un santo, eppure qualcuno lo ha ucciso. Non sarà un caso di facile soluzione per Ricciardi, la cui stessa vita, del resto, è sempre più complicata. Ora lui ed Enrica si frequentano e Luigi Alfredo non potrà continuare a nasconderle la ragione che tanto a lungo li ha tenuti separati. Sarà perché è maggio e nell'aria c'è un'energia particolare, sarà perché la vittima dell'omicidio su cui indaga era un confessore, ma per il commissario è arrivato il momento di dire la verità.

Il destino non prevede sconti per chi è condannato dalla nascita a dare compassione ricevendo in cambio sofferenza, e non è dunque su un omicidio qualsiasi che il commissario si trova a indagare nel torrido luglio del 1934. Il morto è l’uomo che per poco non gli ha tolto la speranza di un futuro; il principale sospettato, una donna che lo ha desiderato, e lo desidera ancora, con passione inesauribile. Cosí, prima di scoprire in modo definitivo se davanti a sé, ad attenderlo, c’è una notte perenne o se ogni giorno arriverà l’alba con le sue promesse, deve ancora una volta, piú che mai, affrontare il male. E tentare di ricomporre, per quanto è possibile, ciò che altri hanno spezzato.

Seduto con un cane a fargli compagnia, un bambino morto per caso. Un orfano, niente famiglia, niente amici. Una fossa comune. E invece qualcuno che si chiede perché, e come, e quando. Qualcuno che si mette a scavare in vite piccole, di cui non ci si cura, di cui non si sa niente. Qualcuno che non si rassegna all'urlo che non sente, al lamento che non riesce a trovare. Fino al giorno dei morti.

Manca una settimana a Pasqua nella Napoli del 1932. Al Paradiso, esclusiva casa di tolleranza nella centralissima via Chiaia, Vipera, famosa prostituta, è ritrovata morta, soffocata con un cuscino. L'ultimo cliente sostiene di averla lasciata viva, il successivo di averla trovata già morta. Chi l'ha uccisa, e perché? Ricciardi deve districarsi in un groviglio di sentimenti e motivazioni. Avidità, frustrazione, invidia, bigottismo. Amore. La scoperta di passioni insospettabili si accompagna alla rivelazione di una città molto diversa da come appare.

Napoli è immersa nel caldo torrido di luglio e nei preparativi per una delle feste più amate quando un noto chirurgo cade dalla finestra del suo ufficio, per Ricciardi e Maione inizia una indagine che li porta nel cuore delle passioni più tenaci e sconvolgenti: infedeltà e tradimento. Il dubbio e l'incertezza si fanno strada sempre più nell'animo dei due investigatori, messi di fronte ai lati oscuri dell'anima. Sono le donne della loro vita a reclamare attenzione. La difficoltà di Ricciardi di abbandonarsi all'amore spinge verso inconsueti approdi l'intrepida Enrica e fa osare passi azzardati alla bellissima Livia, mentre per Maione la stessa felicità familiare sembra compromessa.

Un killer freddo e metodico sta seminando il panico in città. Lo chiamano il Coccodrillo. Come il rettile sa aspettare la preda e colpirla al momento giusto, e dopo aver ucciso piange, o almeno cosí sembra. Delle indagini finirà con l'occuparsi, quasi per caso e con disappunto dei superiori, un ispettore siciliano trasferito da Agrigento per punizione. Un pentito lo ha accusato di collaborare con la mafia e lui ha perso ogni cosa: il lavoro, la moglie, la figlia. Il suo nome è Giuseppe Lojacono e sorprenderà tutti, tranne il giovane magistrato Laura Piras, donna brusca e appassionata che crede in lui da subito. I due avranno modo di incontrarsi di nuovo: a Pizzofalcone.

Natale 1931 in un ricco appartamento vicino la spiaggia di Mergellina sono rinvenuti i cadaveri di un funzionario della Milizia, Emanuele Garofalo, e di sua moglie Costanza. La donna è stata sgozzata con un solo colpo di lama mentre l'uomo è stato trafitto nel letto con oltre 60 coltellate. Colpi inferti con forza diversa: gli assassini potrebbero essere più d'uno. La figlia piccola si è salvata perché era a scuola. La statuina di san Giuseppe, patrono dei lavoratori, giace infranta a terra. L’indagine per arrivare alla verità del commissario Ricciardi insieme al brigadiere Raffaele Maione si rivela una corsa contro il tempo, per le strade di Napoli. Tra le casupole dei pescatori immiseriti e gli ambienti all'avanguardia della Milizia fascista, una città sempre più doppia e in conflitto avvolge Ricciardi e Maione in spire sempre più strette.

Andrea, poliziotto silenzioso, ex militante di sinistra. Cristiano, che in carcere sconta un omicidio politico, legge Manzoni e ha fatto i conti fino in fondo con la violenza, austero come un monaco. Il narratore, un detective ingenuo e disilluso, sempre un passo indietro agli eventi. Sono eredi di tutte le ferite dei Settanta. E poi Lara, giovane e bellissima, e Ferodo, hacker cinico e nichilista, che con i Settanta non c'entrano nulla. Ognuno di loro è un mondo, ritratto con precisione e ironia. Si trovano coinvolti in un disegno oscuro, fino a scoprire che c'è di mezzo, tanti anni dopo la strage di Bologna, una minaccia enorme che incombe su tutti. Per sventarla si mettono in viaggio, sfidando pericoli di ogni genere; compreso Cristiano, che evade.

I protagonisti sono Guglielmo da Baskerville (frate francescano anglicano) e Adso da Melk (novizio) che si recano nel monastero perché Guglielmo è stato incaricato dall’imperatore di partecipare al congresso, per ricomporre la frattura fra papato e impero favorendo le tesi dei francescani. La situazione è complicata per i misteriosi delitti che coinvolgono la vita dell’abbazia benedettina dove continuano le misteriose morti di frati, anche dopo l’arrivo di Guglielmo e il novizio. La situazione si complica ulteriormente quando l’inquisitore Bernardo Gui scopre due eretici della setta dei Dolciani. Intanto Guglielmo e Adso cercano di venire a capo dell’intricata vicenda.

Non solo massaggi, offrono i centri massaggio cinesi di Treviso, lo sanno tutti, anche la polizia. Per chiuderli, però, ci vogliono prove. L’ispettore Stucky frequenta assiduamente Lian, Mei e Xue e raccoglie immagini, filmati, nomi. Il suo è un compito paziente. Lontano dalla furia della strada, dove un’Audi gialla rubata impazza sulle strade del Nordest e semina il panico a trecento all’ora. La poliziotta Luana Bertelli è una donna che non si arrende. Nemmeno la notte in cui l’omicidio di Manuel, amico e collega, la tocca da vicino.. una tragedia che non si può archiviare senza spiegazioni. C’è un’azienda cinese, dietro le quinte, ci sono relazioni complesse, e Luana chiede aiuto a Stucky.

Onde azzurre dell'Adriatico, calamari fritti e birra rossa; l'ispettore in sella alla sua Morini, ricama la costa croata. Lungo la strada un guizzo, occhiali nerissimi, perla all'orecchio: si chiama Ajda,  lo scorta in un campeggio naturista e se ne va con la promessa di tornare. Stucky aspetta il ritorno della bella. Sarebbe tutto perfetto, ma non dura. Un delitto irrompe nel suo sogno di vacanza. La corda appesa alla trave delle docce è incrostata di sabbia e salsedine. Ante Latinski, commissario incaricato delle indagini non lo vuole tra i piedi, questo poliziotto italiano. Il morto è un Boscolo, però, con  la parlata di Chioggia. Stucky non ce la fa, a tirarsi indietro. Ispettore clandestino in terra straniera, rivolta cameriere, nudiste triestine, e si tuffa anima e corpo in questa indagine.

Un’ispettrice tosta che attira gli sguardi e al poligono insegna alle donne a sparare: Luana Bertelli, questura di Venezia. Stucky, questura di Treviso. Due morti ammazzati: un ex giornalista e un ex sindacalista. Il primo morto è a Treviso: unico indizio un foglio bianco. Il secondo è a Marghera: qui invece campeggia una scritta rossa. Due indagini, due scenari che si alternano. Finché non si scopre un terzo corpo, a metà strada tra Treviso e Marghera. Questa volta è un avvocato e, come le precedenti vittime, anni prima, all’epoca delle ‘fabbriche tristi’, attaccava i colossi della petrolchimica a Marghera, che in dialetto significa ‘c’era il mare’.

Ferragosto, Stucky trova il suo oste di fiducia malinconico: non si capacita del suicidio  del conte Ancillotto, fornitore di vini d'eccellenza. Stucky indaga a modo suo, conversando con la governante, l'amante a cottimo e il prete, finché non piomba in paese l’andina Celinda Salvatierra, unica erede del conte Ancillotto. La donna semina il panico tra i viticoltori minacciando di sradicare le vigne per impiantare filari di banani. In una notte di temporale, tre colpi di pistola confusi con i tuoni freddano l'ingegner Speggiorin, direttore del cementificio. Stucky intravede i soliti intrighi mondani dietro queste morti innaturali - corna, rivalità, vendetta e forse anche altro…

La strada buia, i lampi dei fanali e l’auto pirata appare in un istante. L’ospedale è un faro nella notte. C’è una vita, in gioco, e Paolo Vivian non vivrà. Lorenzo è suo figlio studia medicina, sa che sbagliare è umano, ma ci sono posti dove un errore costa molto di più. Mentre studia, mentre nuota, mentre bacia Michela, un tarlo lo accompagna: nei fotogrammi mentali del pronto soccorso qualcosa non torna. La madre vorrebbe solo dimenticare, Lorenzo non può permettersi un avvocato e i medici si appellano alla tragica fatalità. La sua sete di chiarezza tocca nel cuore il vecchio prof di scienze del liceo. Insieme, affidano il caso alla TNT: tre donne toste, Tosca, Norma e Tina, paladine del diritto alla salute.

Sette racconti, sette storie del mistero nella scia di Poe, Lovecraft e King, che si servono del fantastico per far emergere uno smarrimento nuovo, un panico sconosciuto. Gomme capaci di cancellare case e uomini, prati maledetti, mostri gentili e manichini animati, atmosfere quiete che esplodono all'improvviso mettendoci di fronte a quella particolare forma di orrore che solo l'incomprensibile può suscitare.

Un DJ di radio Monte Carlo riceve, durante la sua trasmissione notturna, una telefonata delirante. Uno sconosciuto rivela di essere un assassino. Il caso viene archiviato come uno scherzo di pessimo gusto. Il giorno dopo un pilota di Formula Uno e la sua compagna vengono trovati orrendamente mutilati. Da questo momento ha inizio una serie di delitti, preceduti ogni volta da una telefonata con un indizio sulla prossima vittima e sottolineati da una scritta tracciata con il sangue: "io uccido". Non c'è mai stato un serial killer nel Principato di Monaco. Adesso c'è. Il romanzo d'esordio nel thriller del comico italiano.

Non c'è morbosità apparente dietro le azioni del serial killer che tiene in scacco la città di New York. Non sceglie le vittime seguendo complicati percorsi mentali. Non le guarda negli occhi a una a una mentre muoiono, anche perché non avrebbe abbastanza occhi per farlo. Una giovane detective che nasconde i propri drammi personali dietro a una solida immagine e un fotoreporter con un passato discutibile da farsi perdonare sono l'unica speranza di poter fermare uno psicopatico che nemmeno rivendica le proprie azioni. Un uomo che sta compiendo una vendetta terribile per un dolore che affonda le radici in una delle più grandi tragedie americane. Un uomo che dice di essere Dio.

1978: a Roma le Brigate Rosse hanno rapito Aldo Moro, in Sicilia boss mafiosi soffocano ogni tentativo di resistenza civile, all'ombra della Madonnina Vallanzasca e Turatello imperversano in una città già segnata dagli scontri sociali. E intanto Milano si prepara a diventare “la Milano da bere" con i locali che si moltiplicano. Ed è proprio tra ristoranti di lusso, discoteche, bische clandestine che fa i suoi affari Bravo un uomo enigmatico con un grave handicap che lo ha reso cinico. Lui vende le donne. L'unico essere umano con cui ha un rapporto normale è il vicino di casa, Lucio, chitarrista cieco. Fino alla comparsa di Carla che risveglierà in Bravo sensazioni che l'handicap aveva messo a tacere. Ma per lui non è l'inizio di una nuova vita bensì di un incubo...

Che cosa unisce l’ex tenente di polizia Jordan Marsalis, fratello del sindaco di New york e Maureen Martini, commmissario di polizia a Roma? Apparentemente nulla. Eppure, per varie vicissitudini si troveranno uniti in un'indagine su un assassino che compone i corpi delle sue vittime come i personaggi dei Peanuts, dopo averle seviziate. La prima vittima è un pittore "maledetto", figlio del sindaco di New York, cui fanno seguito altri due omicidi misteriosamente collegati fra loro. Un susseguirsi di colpi di scena sullo sfondo di una metropoli dove tutto è accaduto e dove tutto può accadere. ex tenente di polizia.

Jim Mackenzie, pilota di elicotteri per metà indiano si ritrova dopo parecchi anni nella città ai margini della riserva Navajo in cui ha trascorso l'adolescenza e da cui ha sempre desiderato fuggire. Jim è costretto a districarsi fra uomini e donne che credeva di aver dimenticato e presenze che sperava cancellate dal tempo. Ma il coraggio antico degli avi è un'eredità che non si può ignorare e nel momento in cui una catena di innaturali omicidi sconvolgerà la sua esistenza e quella della tranquilla cittadella dell'Arizona, Jim si renderà conto che è impossibile negare la propria natura, sopratutto quando un passato scomodo e oscuro torna per esigere il suo tributo di sangue.

All'interno di una società colta e raffinata si dipanano intrecci complessi, intorno ad una morte misteriosa. Un ispettore in pensione scopre, poco a poco, un mondo di perversioni sorprendenti, di cui sono protagonisti personaggi insospettabili, sullo sfondo di una città, Bologna, che lentamente si trasforma e decade.

La figlia del poeta, suor Beatrice, un ex templare di nome Bernard e un medico, Giovanni da Lucca, nutrono l’atroce sospetto che la morte di Alighieri non sia stata provocata dalla malaria, bensì per mano di qualcuno che desiderava nascondere un segreto. Iniziano così una doppia indagine: mentre cercano con fatica di decifrare un messaggio in codice lasciato da Dante su nove fogli di pergamena, si mettono sulle tracce dei suoi presunti assassini. Non sarà facile trovare la chiave del segreto occultato nella Commedia e scoprire chi voleva impedire che l’opera fosse terminata.

Alla Procura di Ardese squilla il telefono del sostituto procuratore Anna Vescovo. Un istante dopo il magistrato sbianca in viso, annuendo in silenzio, guarda i colleghi e incredula riferisce: "E scomparso l'autobus del trasporto scolastico con i bambini a bordo". Quella mattina lo scuolabus della scuola privata San Gottardo, con a bordo sette bambini, figli di alcune tra le famiglie più in vista, non è mai arrivato a destinazione. Cosa è successo? Come mai il cellulare dell'autista suona a vuoto? Può un pulmino svanire, inghiottito dalla nebbia, senza lasciare traccia?

Nelle acque del lago di Ardese viene ritrovato il corpo di Malachia Duprè, patriarca di una aristocratica dinastia piemontese. Il caso finisce nelle mani del magistrato Alvise Guarnieri con il quale collabora il maresciallo Alfano. Malachia Duprè figura scomoda per famigliari e avversari, ha accumulato tanto potere e denaro quanto risentimento e livore. La famiglia Duprè, gelosa del proprio potere, ormai logoro, nasconde dei segreti? Che ruolo hanno i quattro figli del vecchio Duprè - uomini deboli, cresciuti all'ombra del padre - e le loro mogli, donne belle e affascinanti, troppo innamorate del cognome dei loro consorti?

Il sostituto procuratore Alvise Guarnieri e il suo team affrontano il mistero di un delitto consumato nell'alta società: un noto farmacista è stato trovato cadavere nella propria villa saccheggiata. Il corpo è stato torturato e mutilato, gli ambienti depredati. Un caso analogo è avvenuto poche settimane prima sull'altra sponda del lago: tutto sembra indirizzare le indagini verso la criminalità organizzata. Ma Guarnieri non è convinto e così l'indagine si addentra fra ombre e misteri della vita della vittima, per rivelare una ragnatela gotica di relazioni inconfessabili e drammatici abbagli.

Estate 1989. Luca, adolescente genovese, trascorre l'estate a Lamon, un piccolo centro sulle montagne del Veneto. Il suo amico è Alessio, villeggiante e un po' sfigato come lui. Il suo amore è Chiara, ma a lei piace Samuele, che ha già lo scooter e l'orecchino. Una sera, Luca e il fratellino Giorgio si addentrano nel bosco in cerca di un tasso e scorgono due occhi che li fissano dal buio. Scappano, ma una arrivati a casa, si accorgono che nessuno li ha seguiti infine si chiedono  se davvero c’era una presenza che li spiava tra gli alberi?

Lo psichiatra molto in vista Ruggero D'Armento viene assassinato nel suo ufficio. La sua è una personalità carismatica e affascinante... Alice Allevi se lo ricorda bene, dagli anni di studio ma anche per una sua recente consulenza su un caso di suicidio di cui lei si è occupata. La morte violenta di Ruggero D'Armento crea sensazione. Pochi e ingannevoli indizi, quasi nessuna traccia da seguire rendono l'indagine su questo caso piuttosto complicata.

Il segreto che nascondeva il grande scrittore Konrad Azais, anziano ed eccentrico, è davvero impenetrabile. E quella che doveva essere una semplice perizia su di lui si è trasformata in un'indagine su un suicidio sospetto. Soltanto Clara, la nipote quindicenne di Konrad, sa la verità. Ma la ragazza, per qualche ragione, ha deciso di tacere. Ad Alice Allevi non resta che studiare le prove, perché la soluzione è lì, da qualche parte.

Alice Allevi, specialista in Medicina legale, ha affrontato scelte difficili sia sul piano professionale che su quello sentimentale. In un momento di crisi chiede un trasferimento e lo ottiene a Domodossola. Per sua fortuna non avrà molto tempo per indugiare sul proprio destino, perché subito un nuovo caso la travolge. Durante quella che credeva essere un'autopsia di routine, Alice trova nello stomaco del cadavere un diamante di notevole caratura e valore. Alice convoca un ufficiale giudiziario, arriva un uomo distinto dai modi impeccabili, a cui affida il diamante. Ed è a quel punto che il fantomatico ufficiale sparisce nel nulla e i iniziano i guai per Alice...

Alice Allevi è una giovane specializzanda in medicina legale. Ha ancora tanto da imparare e sa di essere un po' distratta. Ma di una cosa è sicura: ama il suo lavoro. E anche se i suoi superiori non la ritengono tagliata per quel mestiere, Alice resiste a tutto. Fino all'omicidio. Per un medico legale, un sopralluogo sulla scena di un omicidio è lavoro quotidiano. Ma non questa volta. Stavolta, quando Alice entra in quel lussuoso appartamento romano e vede il cadavere della ragazza disteso ai suoi piedi, capisce che non sarà un caso come gli altri. Perché stavolta conosce la vittima.

Alice Allevi si è resa conto di non voler più diventare un medico, ma non ha il coraggio di confessarlo, e non sa cosa fare del suo futuro. L'omicidio di una persona vicina alla sua famiglia le fa scoprire la sua vocazione: la medicina legale. Forse c'entra l'arrivo della nuova coinquilina Yukino, una studentessa giapponese che parla come un cartone animato. Una cosa è certa: Alice non lo ammetterebbe mai, ma se sceglierà quella specializzazione, è soprattutto per rivedere Claudio Conforti, il giovane e bellissimo medico legale che ha conosciuto durante il sopralluogo.

La bellissima e insopportabile Ambra Negri Della Valle, Ape Regina, è scomparsa. Per Alice è difficile immaginare una collega più carogna, per non parlare della storia di Ambra con Claudio Conforti, sogno proibito di ogni specializzanda, medico legale splendido quanto perfido... Ma per quanto detesti Ambra, Alice non arriverebbe mai ad augurarle la morte. E quando dalla procura chiamano lei e Claudio per andare a identificare un cadavere ritrovato in un campo, Alice teme il peggio. Ma non è lei - a chi appartengono quelle povere ossa? E cosa ci fa una coroncina da principessa accanto al corpo?

 

Alice Allevi, specializzanda in medicina legale, resiste alle pressioni dei superiori, che le hanno affidato la supervisione di una specializzanda… Alice, inoltre, soffre della sindrome da cuore in sospeso, in bilico tra due uomini tanto affascinanti quanto agli opposti. E infine, Alice resiste, o ci prova, all'istinto di lanciarsi in fantasiose teorie investigative ogni volta che, in segreto, collabora alle indagini del commissario Calligaris, che nutre per lei più fiducia di quanta ne abbia Alice stessa.

Il maresciallo Bellomo capisce fin dal giorno dell'inaugurazione che il nuovo bocciodromo gli darà dei problemi, ma trovarsi subito alle prese con un’indagine per un caso di scomparsa gli sembra un po' troppo. I campionati provinciali si avvicinano e serve un locale dove il miglior giocatore, Dermille Valcarenghi, possa allenarsi. Ma è proprio necessario affidarlo a una barista brasiliana così sexy e così disponibile? Nel volgere di pochi giorni la febbre del gioco e dell'intrigo dilaga nel paesino e si rischia la tragedia. Il maresciallo Bellomo e la sua sgangherata squadra tornano protagonisti di una storia d'amore e menzogne che si tinge di giallo, nell'estate di Boscobasso: la più calda delle stagioni.

Firenze, 1° ottobre 2001: una bomba esplode a pochi passi dagli Uffizi mentre passa la macchina del commissario Michele Ferrara. Lui si salva, ma un suo agente muore. Chi aveva deciso di ucciderlo? La mafia colpita dalle precedenti inchieste del commissario, come crede la procura? O il terrorismo islamico, come temono l'opinione pubblica e i servizi segreti? Quando Ferrara lascia l'ospedale, l'indagine è ormai diventata una palude. Sarà lo stesso commissario a ritrovare la traccia e con un'operazione di polizia riscatterà la morte del suo collega.

Una Firenze indifferente e crudele che nasconde il segreto di atroci violenze; il capo della Mobile, Michele Ferrara, perseguitato da misteriose lettere minatorie; un giovane sacerdote e un giovane giornalista americano che, oltre alla bellezza, hanno qualcosa in comune; due giovani donne legate da un'amicizia morbosa; una catena di delitti efferati apparentemente opera di un maniaco; cadaveri sulle cui carni il coltello del killer ha disegnato alcune lettere dell'alfabeto che formano un messaggio di morte; un'abbazia sperduta nei boschi del Casentino dove l'enigma troverà la sua tragica soluzione... Un thriller crudo, violento, la prima opera narrativa di Michele Giuttari che dal 1995 al maggio del 2003 è stato capo della Squadra Mobile di Firenze.

Appennino emiliano, 1884. La miseria spinge a emigrare, spinge ad accettare lavori durissimi. Che induriscono anche il cuore dei "macaronì", come vengono sprezzantemente chiamati gli immigrati italiani. 1938. Si campa appena, ma non si parte più. Anzi, qualcuno ritorna. Nel cuore selvaggio dell'Appennino tosco-emiliano, tra povere case e tavoli d'osteria, il passato si ricongiunge al presente. E i ricordi di remote atrocità diventano il movente di una catena di delitti. Una violenza che sconvolge la vita del paese. Un enigma per il maresciallo dei carabinieri Santovito, costretto a fare troppe domande prima di ottenere l'unica risposta che vale.

Roma, 45 d.C. i gladiatori scendono nell'arena rivolgendo il loro saluto all'imperatore: "Ave, Caesar, morituri te salutant!", ovvero "Coloro che stanno per morire ti salutano!" Qualcuno sembra aver deciso di prendere fin troppo sul serio quell'antica formula: sotto lo sguardo stupefatto del senatore Publio Aurelio Stazio, dell'imperatore Claudio e di migliaia di romani, l'asso dell'arena, l'imbattibile, colossale Chelidone, si accascia al suolo inspiegabilmente. È morto e Claudio convoca l'amico Publio Aurelio per affidargli l'indagine sulla morte del gladiatore.

Il senatore Publio Aurelio Stazio ha appena deciso di mettere la testa a partito rinunciando alle sue numerose eccentricità per mostrarsi ligio alle convenzioni finché l'Urbe non viene insanguinata da una serie di omicidi di donne con cui in passato era stato in rapporti intimi. Non volendo ammettere alcuna responsabilità nella tragica fine delle donne uccise - diversissime per aspetto, carattere, ceto - il patrizio scava nel passato di ciascuna per cercare un legame che unisca le vittime al di là della sua persona, fino a portare alla luce molti inconfessabili e antichi segreti.

Anno 46 dopo Cristo, nella Gallia Narbonese. Tutto inizia da un omicidio senza movente, commesso con ferocia inaudita. Il senatore Publio Aurelio Stazio, ricevuto l'incarico di investigare, non tarda ad accorgersi che quel fatto di sangue costituisce il primo tassello di un mosaico criminale ben più complesso, sfuggente e pericoloso. In cima alla lista dei possibili colpevoli si ritrovano così i notabili dei clan celtici, contrari alla concessione della cittadinanza romana alle colonie della Gallia. Si tratta dunque di una serie di reati a sfondo politico-indipendentista?

Roma, 41 d.C, estate. Il senatore Publio Aurelio Stazio va a fare visita alla cortigiana Corinna e la trova con un pugnale piantato nel petto. Spinto dal suo intuito, Aurelio comincia a informarsi sulle persone che le ruotavano attorno, ovvero i sospettati: Clelia, la sorella cristiana di Corinna; il senatore Marco Furio Rufo e la sua famiglia; la spregiudicata Lollia Antonina... Ma non fa in tempo a iniziare le indagini che un'accusa di omicidio viene rivolta contro di lui. Per affermare la propria innocenza dichiara che si reciderà pubblicamente le vene durante un banchetto. E così, la sera della festa, mentre tutti i sospettati sono riuniti nella sala, Aurelio si trova a giocare con la propria vita.

Giulia è una bella ragazza che vuole diventare una cantante. Quando viene ritrovata trafitta al petto da un paio di forbici, per il il giovane universitario Alessandro, che la ama da quando frequentavano le scuole elementari, niente sarà più come prima. Né per l’intraprendente Nicola, amico di Alessandro, che da tempo aveva una relazione clandestina con la vittima. La madre di Giulia, pur di dare giustizia alla figlia, insegue una personale indagine su i suoi ultimi giorni di vita, mentre gli inquirenti seguono le tracce di un individuo che aveva promesso alla ragazza un provino per un’importante trasmissione televisiva. L’avvocato Max Gilardi viene così trascinato in una spirale di complotti e mezze verità che lo costringerà a mettersi alla prova.

Un cane nero addestrato per uccidere, della stessa razza di Dick, il cane di Max Gilardi, è la bestia nera. Accusato di aver azzannato un uomo, e poi prosciolto dalle prove della polizia scientifica, Dick è innocente, ma resta tuttavia la domanda: è casuale la morte, identica, di una bimba nel parco dove Max Gilardi stava correndo come d'abitudine con il suo cane? O proprio Gilardi è il fil rouge di una catena di omicidi che sembra collegare un losco faccendiere del porto di Napoli a una facoltosa e rispettabile famiglia borghese? Per smascherare il colpevole, gli toccherà riannodare vecchie vicende dei suoi primi processi, scartare false piste, affrontare i fantasmi della paura.

Max Gilardi è in Sicilia, convocato assieme ai familiari in seguito alla morte di zia Evelina, una delle sorelle del nonno Rodolfo. Sulla sua morte ci sono dei sospetti, ma le indagini sembrano escluderlo. Tra i vari cugini che aspirano all'eredità della facoltosa zia c'è anche Marilivia, per cui Gilardi nutre da sempre una simpatia. Ma, dopo il funerale, Marilivia scompare e viene ritrovata sugli scogli, uccisa e ha un taglio che va dal cuore all'inguine. Chi può averle inflitto una morte così efferata? Sembra essere l'omicidio perfetto, nessun colpevole e nessuna arma del delitto. Per scoprire la verità Gilardi dovrà fare luce su un mondo oscuro di menzogne e sotterfugi, alle cui radici si annida un segreto rimasto celato per anni.

Il matto affogato è uno degli scacchi matti più spettacolari, in cui il Re viene mattato da un solo pezzo avversario pur essendo circondato da pezzi amici. E all'insegna del matto affogato saranno anche i due casi su cui si trova a indagare Max Gilardi, che ha rinunciato alla sua carriera di commissario a Milano per intraprendere quella di avvocato a Napoli. Ed è Napoli la vera protagonista del romanzo. Una Napoli faticosamente ritrovata con tutte le sue contraddizioni, ma ricca di ricordi, di umori, di amici. Una città che gli sta addosso come un vestito stretto, del quale poco a poco Max Gilardi, attraverso due delitti che lo coinvolgono, saprà liberarsi.

Quando la signorina Olga, avvolta nella pelliccia nera di astrakan, cappellino con veletta, prende in affitto la mansarda di via Worktz 227, Trissera, grigia periferia di Milano, i condomini si limitano a fare qualche speculazione sul suo conto. Ma quando nove anni dopo il suo cadavere viene ritrovato con una fune intorno al collo, allora i vicini cominciano a spettegolare davvero. Quale passato può celarsi dietro l'apparentemente inappuntabile vita di una signorina ottantenne? Le trine, i merletti, i lampadari di cristallo, le sue belle cose di un gusto così raffinato possono veramente nascondere uno spiazzante segreto custodito per anni? Il commissario Gilardi pensa proprio di sì.

È il 21 ottobre 1301. Dante va a Roma per dar voce alla sua città presso la Santa Sede. Lo accoglie una città ribollente di tensioni e complotti. E su tutto l'ombra minacciosa di Castel Sant'Angelo, l'inespugnabile fortezza di papa Bonifacio VIII. Ma un presagio funesto grava sulla sua missione: alcuni cadaveri di giovani donne, scoperti sulle sponde del Tevere, con i segni inconfondibili di mutilazioni rituali. Dante non ha alcun titolo per indagare nella città straniera, ma la sua ansia di giustizia lo spinge a promettere alla madre di una delle vittime di scoprire l'assassino della figlia.

Firenze. Un incendio devasta la prima stamperia a caratteri mobili della città. Il tipografo muore e le fiamme cancellano anche l'opera promessa a Lorenzo de' Medici: un libro segreto, impresso con il «carattere perfetto». Il Magnifico e l'amico Pico della Mirandola capiscono che non si tratta di un incidente ma di un delitto; a complicare il quadro, l'apparizione nei paraggi di una donna misteriosa, la bellissima Simonetta Vespucci, morta anni prima nel fiore dell'età. Pico è scettico. Si chiede se l'opera distrutta non sia l'oscura Regola delle ombre, l'antichissimo rituale che dischiude i cancelli del sepolcro. Un manoscritto passato per le mani di Leon Battista Alberti e scomparso dopo la sua morte.

C'è stato un omicidio in una Bologna coperta di neve in cui la gente affolla i ristoranti per i tortellini di Natale. La moglie di un professore universitario è stata annegata nella vasca da bagno dell'appartamento da scapolo del marito. Il commissario De Luca si trova alle prese con un'indagine da giallo classico, fatta di indizi, tracce, impronte e orari. Ma non è così, naturalmente. Perché anche nell'incidente d'auto in cui un paio di mesi prima è morto il marito professore - dongiovanni, esistenzialista e appassionato di jazz - c'è qualcosa di molto strano. E così De Luca, assistito da un giovane agente si ritrova in un'indagine ambigua e pericolosa.

In una Bologna che non è più la stessa, un assassino fa giustizia da sé di fronte all'ingiustizia che vede. A combatterlo c'è solo lei. Grazia Negro. Anche lei non è più la stessa. E di assassini seriali non vorrebbe più sentir parlare. Il romanzo della rabbia di oggi. Assoluta e senza rimedio. Il romanzo dei sentimenti, delle solitudini, dell'incertezza di oggi.

Durante la serie TV andata in onda nell'inverno 1997-98, Lucarelli e il suo team di consulenti (tra cui il vicedirigente della Scientifica di Bologna Silio Bozzi) hanno raccontato dieci casi misteriosi degli ultimi anni: da quello di Francesca Alinovi a Nada Cella al mistero di Antonella Falcidia, massacrata a coltellate in casa sua a Catania. Ogni volta sono state storie di persone, e questa caratteristica rimane e viene potenziata nella versione scritta che qui Lucarelli presenta. C'è il rispetto e in un certo senso l'affetto per i protagonisti della storia da raccontare, soprattutto per le vittime. Assieme al giallo del mistero è stato mescolato il blu della malinconia, dell'atmosfera e del sentimento.

Quello tra il 25 luglio e l'8 settembre del 1943 è un periodo strano, allucinato. L'Italia si sveglia una mattina senza più il fascismo e praticamente la mattina dopo con i tedeschi in casa. Proprio nel caos di quei giorni De Luca, in forza alla polizia criminale di Bologna, si trova a indagare su un corpo senza testa. Semplice, perché in fondo si tratta di un omicidio, un lavoro da cane da caccia: chilometri a vuoto, piste da seguire e qualche cazzotto da mettere in conto se ficchi il naso dove non dovresti. Complicato, perché la vicenda assume presto risvolti politici che, date le circostanze, diventano molto pericolosi. Comunque sia il caso, è nella natura di De Luca, va risolto. Sempre. Anche a costo di accettare un compromesso.

1944, Bologna sta vivendo il suo «inverno piú nero». La città è occupata, stretta nella morsa del freddo, ferita dai bombardamenti. Ai continui episodi di guerriglia partigiana le Brigate Nere rispondono con ferocia. Anche per De Luca, ormai inquadrato nella polizia politica di Salò, quei mesi maledetti sono un progressivo sprofondare all'inferno. Poi succede una cosa. Nella Sperrzone, il centro di Bologna sorvegliato dai soldati della Feldgendarmerie, pieno di sfollati, con i portici che risuonano dei versi degli animali ammassati dalle campagne, vengono ritrovati tre cadaveri. Tre omicidi su cui il commissario è costretto a indagare per conto di tre committenti diversi e con interessi contrastanti. Convinti che solo lui possa aiutarli.

Coliandro è un sovrintendente di polizia del tutto incapace di svolgere indagini giudiziarie, e sconta eterne punizioni per i propri errori. Al suo fianco, una giovane post-punk di nome Nikita è impegnata a difendersi più dalle sue goffe avance che dai malviventi. Nikita si rivolge a Coliandro per una grana: doveva consegnare un pacco e se n'è dimenticata. Il pacco contiene 200 milioni. Anche questa volta i due vengono investiti da un'avventura piena di rovesciamenti e colpi di scena, tra killer, giudici corrotti e sparatorie.

Aprile 1945. Col finire della guerra il commissario De Luca vuol prendere le distanze dal proprio passato nella polizia politica e indaga proprio su quei crimini. Ma nulla è scontato, e sembra anzi che Lucarelli sia appena un passo davanti a noi, ansioso quanto noi di scoprire dove diavolo lo porti il suo personaggio, a quale rivelazione di sé. Può darsi che l'indagine porti lontano, proprio in quel mondo febbrile di corruzione e traffici loschi che ben si sposa con la fine di una dittatura. Può darsi che porti a scoprire qualcosa che ci appartiene profondamente come italiani, e non è mai passato.

Come nella migliore tradizione della commedia degli equivoci, tutto ha inizio con uno scambio di borse. C'è uno zainetto con dentro quattro chili di cocaina purissima sulle spalle di una brava ragazza che sta per sostenere un esame sulla scapigliatura milanese. Così Laura, studentessa al secondo anno di Lettere, poche ore dopo il suo ultimo esame prima delle vacanze, si troverà catapultata in un'avventura "nera" che chiede di essere attraversata con un altro genere di intelligenza. E via, per giorni e giorni, tra sparatorie, inseguimenti, fughe, in un imprevedibile intrecciarsi di coincidenze, casualità, appuntamenti mancati per un soffio: un percorso di formazione a ostacoli che sembra pensato da un demiurgo un po' matto e molto allegro.

Gennaio 1925. Mentre il Duce si assume alla Camera la responsabilità del delitto Matteotti, su una sperduta isola italiana, sede di una Colonia penale per delinquenti comuni e prigionieri politici, viene trovato il cadavere di una camicia nera. A indagare su questa morte, e su quelle che seguiranno, è chiamato un giovane commissario senza illusioni, né fascista né antifascista, un piccolo malinconico eroe involontario. Ha una moglie resa folle dalla tristezza, dalla solitudine e dagli influssi malefici che aleggiano sull'isola. Che sembra intanto sprofondare in una sorta di incantesimo sempre più insondabile, tanto che forse, ormai, allontanarsi è davvero impossibile...

Quando il treno ad alta velocità Milano-Roma entra alla stazione Termini la polizia ferroviaria ha una terribile sorpresa: i passeggeri della carrozza Top, il vagone più esclusivo, sono tutti morti. Ad occuparsi dell’indagine è Colomba Caselli. I primi indizi portano alla pista terroristica grazie ad un video che rivendica l'attentato in nome dell'ìsis. Ma Colomba capisce che qualcosa non va e chiede l’aiuto di  Dante Torre che condivide la sua sensazione: l'Isis non c'entra e l'attentato è solo l'ultimo episodio di una scia di morti dietro le quali c'è una misteriosa figura femminile, che non lascia tracce se non un nome: Giltiné, l'angelo lituano dei defunti, bellissima e letale.

Sandrone Dazieri, ex leoncavallino ed ex investigatore privato, è stato assunto per occuparsi del servizio di sicurezza a una festa. Apparentemente, un lavoro semplice e miserabile come al solito, soldi facili senza fatica. Peccato che nel mezzo del ricevimento la figlia del padrone di casa fugga e venga ritrovata, poco dopo, brutalmente uccisa. Mentre le autorità si affrettano a incarcerare un giovane barbone, Sandrone si scopre incapace di ignorare i propri dubbi e il senso di colpa. Sarà l'unico a cercare la verità in una Milano molto poco ospitale nei confronti di tutti i "diversi", mettendo a rischio tutto quello che possiede. Vita compresa.

 Il Gorilla barca il lunario come addetto "free lance" alla sicurezza, ma non ha rinunciato a sbronzarsi e a fare a pugni con focosi supporter della guerra in Irak. A rendergli le cose più complicate riappare Sammy, un vecchio amico che ha un incarico per lui: rintracciare la sua ex fidanzata, scomparsa da anni, e probabilmente finita nei guai. Un incarico che al Gorilla non piace, ma che è costretto ad accettare perché Sammy conosce il suo segreto: l'esistenza del Socio, la seconda personalità schizofrenica che agisce nel corpo del Gorilla quando questi si addormenta…

Sandrone accetta una vacanza di lavoro sul lago Maggiore, come sorvegliante di un piccolo luna park, perché è stanco di avere sempre a che fare con la violenza. Ma per il Gorilla-Sandrone le cose non vanno esattamente come si aspettava: qualcuno cerca di fare una strage durante un matrimonio in costume, e lui si trova a dover proteggere una giovane soprano, Lidia, prima dalle fiamme, poi dalle violente attenzioni di un maniaco.

Sandrone Dazieri, detto il Gorilla, e il suo alter ego Socio, sono a Cremona, convalescenti dopo i fatti narrati in "Attenti al Gorilla", quando si imbattono nell'omicidio di un albanese per il quale sono stati fermati due connazionali. Un caso che sembra risolto in partenza, ma non per il Gorilla, troppo abituato a osservare i dettagli per non accorgersi che qualcosa non va. Quando poi si reca a Torino come responsabile della sorveglianza a uno strampalato festival di fantascienza, la faccenda si veste di risvolti ancora più complicati e inaspettati. Ma grazie alle risorse della sua doppia personalità Sandrone verrà a capo anche di questo caso.

Un bambino è scomparso in un parco alla periferia di Roma e la madre è stata trovata morta, decapitata. Gli inquirenti credono che il marito sia colpevole di entrambi i reati. Ma quando Colomba Caselli arriva sul luogo del delitto capisce che nella ricostruzione qualcosa non va. Lei però non è in servizio. Si è presa un periodo di congedo ma non può smettere di essere una poliziotta e il suo capo lo sa. Le chiede di lavorare senza dare nell'occhio al caso e la mette in contatto con Dante Torre, esperto di persone scomparse e abusi infantili. Di lui si dice che è un genio, ma che le sue capacità deduttive sono eguagliate solo dalle sue fobie e paranoie. Colomba potrà fidarsi davvero dell'intuito del suo "alleato"?

All'indomani di una terribile tempesta di neve che ha gelato le Marche, l'ex vicequestore Colomba Caselli trova nel suo capanno degli attrezzi un ragazzo autistico infreddolito, sotto shock e imbrattato di sangue. Da un anno e mezzo lei non è più una poliziotta, e sta tentando di riprendersi dopo che un uomo l'ha quasi uccisa e rapito Dante Torre, bizzarro cacciatore di scomparsi e uno dei suoi pochi amici. Colomba non vorrebbe lasciar rientrare nella sua vita la violenza e la morte ma presto scopre che Tommy – così si chiama il ragazzo – è l'unico sopravvissuto di una strage famigliare. Inoltre Colomba vi legge il marchio del rapitore e assassino seriale che ha ucciso anni prima. Qualcuno ne sta seguendo le orme? o il mistero di Tommy è il primo tassello affonda nel passato e può aiutarla a scoprire dove Dante è tenuto prigioniero? E proprio Dante, intanto, si è risvegliato e deve lottare per sopravvivere…

In un decadente albergo milanese, noto fra gli amanti del gioco d'azzardo, viene trovato il cadavere di Douglas Layng. Il giovane inglese è stato prima pugnalato e poi impiccato. Un omicidio che si trasforma in un intrigo internazionale quando nel giro di poche ore ne seguono altri, tutti legati a uno strano testamento la cui validità è condizionata dalla presenza di tre bambole di porcellana. Al commissario De Vincenzi, e al suo infallibile fiuto, il compito di risolvere il giallo.

De Vincenzi viene chiamato sulla scena di un omicidio. Il banchiere Mario Garlini è stato assassinato con un colpo di pistola nell'appartamento di un amico del commissario Giannetto Aurigi. Il quale, guarda caso, doveva all'uomo una grossa somma di denaro perso giocando in borsa. Insomma, tutto farebbe pensare che sia lui il colpevole. Ma sarebbe troppo facile… Pubblicato nel 1935, Il banchiere assassinato segna l'esordio del personaggio del commissario De Vincenzi: intelligente, sensibile, riflessivo, dotato di una cultura raffinata. Un "Maigret italiano", uno dei grandi investigatori del nostro migliore romanzo poliziesco.

Quattro personaggi per quattro scrittori. Giancarlo De Cataldo, "Medusa": il barone Stefano Mallarmé viene trovato ucciso. Brutta notizia per Emma Blasi, professoressa attempata, sguardo di pietra, e un lungo ostinato amore per il barone. Maurizio de Giovanni, "Febbre": è stato ucciso un assistito, uno che parlava con le anime del purgatorio, ricevendo i numeri del lotto. Diego De Silva, "Patrocinio gratuito": la legge prevede lo stalking telefonico tramite canzoni? E perché il persecutore sceglie Parole parole di Mina?. Carlo Lucarelli, "A Girl Like You": "Questa volta no". Il crimine, il gioco e la pazzia si stringono in un nodo delicato e allucinato, nella piú sorprendente delle indagini di Grazia Negro.

Reduce dalla disfatta di Novara, dove gli austriaci di Radetzky hanno stroncato il sogno di Carlo Alberto, il maggiore Emiliano Mercalli di Saint-Just torna a Torino per sposare la fidanzata Naide, Ma Naide, patriota convinta, nel frattempo è corsa a Roma, dove Mazzini sta cambiando la Storia con la Repubblica Romana. Cavour offre a Emiliano l'occasione per raggiungerla. Deve trovare il giovane Aymone, compagno di bagordi di Vittorio Emanuele II, e riportarlo a Torino, per quel matrimonio di facciata voluto proprio dal neo-re. Ma quando Emiliano arriva a Roma i francesi si stanno preparando ad assaltare la città e i reazionari pretendono una condanna esemplare per il giovane venuto dal Piemonte a spargere sangue.

Romanzo-affresco che getta una luce nera sull'epoca segnata dalle stragi di mafia. Delitti e passioni si intrecciano con bombe e affari. Una donna che doveva solo tradire trova il coraggio di amare. Mentre le vite e i destini si consumano, e la speranza si rifugia nel cuore stesso dell'inferno.

Due omicidi da risolvere per Salvatore Vivacqua. Il romanzo ci porta nei meandri più torbidi della Torino bene. "C'è sempre una mollica, anche piccola, basta avere occhi buoni per trovarla": è questa la frase che il commissario Vivacqua ripete come un mantra ogni volta che si trova alle prese con un nuovo caso. E Salvatore Vivacqua sa bene che dove c'è un delitto c'è sempre anche una traccia che il colpevole si è lasciato dietro. Ma quando viene chiamato d'urgenza nella chiesa della Santissima Trinità, capisce subito che questa indagine gli darà del filo da torcere. Vicino al confessionale è stato rinvenuto il corpo di don Riccardo, il viso sfigurato, una mano quasi staccata. Ma chi può aver massacrato con tanta ferocia un uomo anziano? Davvero si è trattato del gesto di un folle, come sostiene monsignor Acutis?

Il talento infinito, l'amore del pubblico, la devozione delle donne, l'amicizia dei potenti: e Arnaldo Vezzi, il più grande tenore del suo tempo, crede di essere un dio. Quindi si prende quello che vuole, se ne serve e lo getta via; calpesta cuori e anime; deride, distrugge. Tutto deve essere suo, nulla gli si può rifiutare. Ma un dio può non essere immortale.

Gelsomina, detta Mina, è una borghese napoletana in «trasferta» nei Quartieri Spagnoli; in possesso di una non comune sensibilità sociale, determinata a proteggere i deboli dalle prevaricazioni, anche a dispetto delle regole, Mina è guardata con sospetto dove lavora, perché è pur sempre una «signora». La sua vita sentimentale è sospesa tra Claudio, ex marito magistrato, protettivo e un po’ grigio, e Domenico, il collega ginecologo. Intanto l’ex marito sta lavorando con assoluta riservatezza un’indagine sull’Assassino delle Rose, un pazzo che ammazza gente senza un criterio dopo avergli fatto trovare una rosa. Quello che Claudio non sa è che anche Mina riceve ogni giorno una rosa. Rossa, come il sangue.

Caldo. Torrido, impietoso, atroce. Caldo. Per le strade, nei vicoli, nelle stanze buie dei palazzi. Caldo. Da non respirare, da soffocare, da non riuscire a parlare. Caldo. Da odiare chi si ama, perché osa guardare altrove, perché vuole libertà. Caldo. Da non mangiare, da non dormire, da non sognare. Caldo. Da uccidere, per poter ancora vivere.

Che succede a giocare con le illusioni, a cancellare i sogni? Una cartomante e un'usuraia, nella stessa persona: inventare il futuro e sbriciolarlo tra le dita. Mentre la città si apre alla primavera, nel solito trionfo di profumi e canzoni, il più tenero degli amori diventa la peggiore delle condanne: e spegne nel sangue anche il ricordo di un'antica passione.

Savio Niola, proprietario di uno storico chiosco di fiori, è stato ammazzato. Un delitto che sconvolge Pizzofalcone, perché l'anziano, una specie di «nonno civico»,  era amato da tutti nel quartiere. Eppure è stato letteralmente massacrato. Chi può avere tanto odio, tanta rabbia in corpo da compiere un gesto simile? Poco tempo prima l'uomo si era esposto contro il racket che taglieggia i commercianti della zona, ma la pista della criminalità organizzata non convince i Bastardi, ancora una volta alle prese con un caso difficile da cui, forse, dipendono le sorti del commissariato.

In un misero appartamento vengono trovati i cadaveri di un giovane ricercatore e di sua sorella. Le indagini, affidate a Lojacono e Di Nardo, si presentano molto difficili. Sembra impossibile individuare un movente per il delitto. Ma l’opinione pubblica e le autorità premono, e qualcuno, in alto, non aspetta che un fallimento per sciogliere la squadra investigativa più chiacchierata della città. I Bastardi dovranno dimostrare di essere più forti dei loro nemici.

Un raccogliticcio gruppo di investigatori comandato da Gigi Palma si trova a indagare sul rapimento di un bambino di dieci anni, nipote di un ricco imprenditore. Le indagini procedono a tentoni, e i Bastardi dovranno essere più uniti che mai, per trovare insieme la forza di sporgersi su un abisso di menzogne e rancori dove non balena alcuna luce. Intanto, nel commissariato più chiacchierato della città, i rapporti di lavoro e quelli personali si complicano, e il vecchio Pisanelli prosegue la sua battaglia solitaria contro un serial killer alla cui esistenza nessuno vuole credere.

Quanta vita, quante vite. E quanto buon odore di pane, in città. Se non ci fosse anche il delitto. Quando un omicidio divide in due le forze di polizia, il gioco si fa davvero duro per i Bastardi, che per molti devono ancora dimostrare di esserlo davvero, dei bravi poliziotti. Da un lato ci sono loro, che seguono l’odore del pane. E del delitto. Ma dall’altra ci sono i tosti superdetective della Dda, che sentono odore di crimine organizzato. Mentre i sentimenti e le passioni di ogni personaggio si intrecciano con l’azione e determinano svolte sorprendenti, la città intera sembra trattenere il fiato. Per poi prendere voce.

Sono passati piú di quindici anni da quando Vinnie Sannino è emigrato in America. Là ha avuto successo, è diventato campione mondiale di pugilato. Ma il suo ultimo avversario è morto sul ring e lui ha smesso di boxare. Cosí è tornato in città per inseguire l'amore di sempre, Cettina, che però, nel frattempo, si è sposata. Pochi giorni dopo il suo arrivo, il marito della donna, un ricco commerciante, viene trovato morto. Qualcuno lo ha assassinato finendolo con un pugno alla tempia. Indagando sul caso, il commissario Ricciardi si troverà a fronteggiare la forza dei sentimenti. Sentimenti che salvano, e che uccidono.

Il commissario Luigi Alfredo Ricciardi possiede un dono che è anche una condanna: fin da bambino vede i morti nel loro ultimo istante di vita e ne sente il dolore del distacco. Egli vede come  un'immagine - il fotogramma di un film la cui pellicola si è inceppata - e può udire una frase, pronunciata di solito a metà, che si ripete come una cantilena. Un'esperienza tragica sufficiente a imprimere nella sua anima un dolore a tratti insopportabile, che lo stesso commissario definisce il "Fatto" e che gli consente anche di dare il via alle sue indagini per dare giustizia alla vittima.

Ricciardi sta vivendo una profonda crisi personale, e per di più non ha per le mani casi interessanti. Così, quando la bellissima, altera Bianca di Roccaspina gli chiede di indagare su un omicidio già ufficialmente risolto da mesi, accetta di condurre, per la prima volta, un'indagine non autorizzata. Il commissario viene coinvolto dalla vicenda come mai avrebbe creduto, finendo con il sottovalutare i pericoli che lo circondano: qualcuno lo ha messo nel mirino e aspetta solo che faccia un passo falso.

In un febbraio gelido viene visto un abito da sposa che galleggia sull'acqua. Poco più in là, in una grotta che affaccia su una spiaggia, viene ritrovata una ragazza nuda. È stata accoltellata al cuore.., Lojacono e i Bastardi si trovano a indagare su un omicidio che sembra non avere alcuna spiegazione evidente. Ognuno con il proprio segreto, ognuno con il proprio sogno ben nascosto, i poliziotti di Pizzofalcone ce la metteranno tutta per risolvere il mistero: la ragazza della grotta lo esige. Perché non solo qualcuno le ha tolto il futuro, ma lo ha fatto un attimo prima del giorno più speciale della sua vita.

Il Natale è appena trascorso e la città si prepara al Capodanno quando, sul palcoscenico di un teatro di varietà, il grande attore Michelangelo Gelmi, come da copione, esplode un colpo di pistola contro la giovane moglie, Fedora Marra. Solo che questa volta nel caricatore, tra i proiettili a salve ce n’è uno vero. Gelmi giura la propria innocenza, ma in pochi gli credono. La carriera dell’anziano attore dipendeva ormai dal sodalizio con Fedora che, al culmine del suo splendore, pare si fosse innamorata di un altro. Il caso sembra già risolto, eppure Ricciardi è perplesso. Un mistero che la nebbia improvvisa calata sulla città rende ancora piú oscuro, e che riserverà un ultimo, drammatico colpo di scena.

Un uomo viene trovato in un cantiere della metropolitana privo di documenti e di cellulare; qualcuno lo ha percosso con violenza. In ospedale, entra in coma senza che nessuno sia riuscito a parlargli. I Bastardi identificano la vittima, un americano in villeggiatura a Sorrento con la sorella e la madre, un'ex diva di Hollywood affetta da Alzheimer. I poliziotti si convincono che la chiave del caso sia da ricercare in fatti accaduti molti anni prima. Incrociando il presente con un passato che hanno conosciuto solo al cinema, i poliziotti di Pizzofalcone porteranno alla luce un segreto custodito con cura per cinquant'anni, una storia d'amore e di sacrificio indimenticabile come un vecchio film.

Il ritrovamento di una neonata dentro un cassonetto della spazzatura dà inizio a un'indagine serrata che coinvolge la squadra investigativa di Pizzofalcone anche a livello personale. Gli orrori, però, non sono finiti: una giovane domestica ucraina viene uccisa in casa; dalle strade del quartiere spariscono piccoli animali randagi. Insomma è un aprile difficile quello che aspetta i Bastardi, perché nell'indifferenza di ricchi e potenti la città sembra aver deciso di accanirsi contro i più deboli.