Antisemitismo
L'antisemitismo non è una parentesi della storia, ma un filo che attraversa secoli di cultura, teologia, politica e scienza. I libri raccolti in questo percorso accompagnano il lettore dalle radici antiche dell'ostilità verso gli ebrei — l'antigiudaismo religioso, le accuse medievali, la figura degli ebrei convertiti a forza — fino alla sua sistematizzazione ottocentesca in ideologia razzista, che nel Novecento ha prodotto le leggi razziali, le persecuzioni e infine lo sterminio di milioni di persone.
l percorso esplora i meccanismi che hanno reso possibile tutto questo: i miti complottisti, la pseudoscienza razziale, la propaganda di massa, fino a gettare uno lo sguardo sul presente, interrogandosi su come l'antisemitismo si trasformi, si mimetizzi e riemerga nelle società contemporanee — a destra come a sinistra, nel linguaggio politico come nel dibattito sui social.
Capire questo fenomeno nella sua lunga storia e nelle sue metamorfosi attuali non è solo un esercizio di memoria ma è una condizione necessaria per la tenuta della democrazia.
Antisemita, una parola in ostaggio / Valentina Pisanty. - Firenze ; Milano : Bompiani, 2025
Valentina Pisanty analizza come il termine "antisemitismo" sia stato progressivamente "sequestrato" e ridefinito, specialmente dopo i fatti del 7 ottobre 2023, trasformandosi da categoria concettuale a strumento politico. L'autrice evidenzia come il termine venga oggi spesso utilizzato per silenziare le critiche verso la politica dello Stato di Israele, confondendo strumentalmente l'antisionismo con l'odio antiebraico e militarizzando il dibattito culturale.
Storia dell'antisemitismo : dall'antichità a oggi / Peter Schäfer ; traduzione di Stefania De Lucia e Davide Di Maio. - Roma : Donzelli, 2022
Peter Schäfer, tra i massimi esperti mondiali di giudaismo, traccia un'ampia panoramica storica che dimostra come l'antisemitismo non sia un fenomeno esclusivamente moderno, ma affondi le sue radici già nell'antichità precristiana. L'autore esamina le diverse forme di ostilità verso gli ebrei attraverso i secoli, dai conflitti nel mondo greco e romano fino al violento antigiudaismo di matrice cristiana del Medioevo, caratterizzato da ghetti e pogrom. Il libro analizza l'evoluzione di questo odio che, con l'avvento dell'Illuminismo e dell'epoca moderna, si è trasformato da pregiudizio religioso in un'ideologia razziale e politica sistematica, culminando nella tragedia della Shoah. Infine, l'opera affronta la persistenza dell'antisemitismo nelle società democratiche contemporanee, dove si manifesta in forme spesso subdole, celato dietro la critica allo Stato di Israele o diffuso attraverso le piattaforme social.
Genesi dell'antisemitismo / Jules Isaac ; con una nota di Luciano Canfora ; traduzione di Paolo Fai. - Palermo : Sellerio, 2022
Lo storico francese Jules Isaac indaga le radici profonde dell'odio antiebraico tra l'epoca pagana e le Crociate, individuando l'origine del pregiudizio nell'"insegnamento del disprezzo" di matrice ecclesiale e teologica. Pubblicato da Sellerio, il saggio smaschera la costruzione postuma di un "Gesù antiebraico" attraverso un'analisi storica che, arricchita dalla nota di Luciano Canfora, rilegge i meccanismi dell'umiliazione elaborati dai Padri della Chiesa.
Riflessioni sulla questione antisemita / Delphine Horvilleur ; traduzione di Elena Loewenthal. - Torino : Einaudi, 2020
In questo saggio, la rabbina francese Delphine Horvilleur propone un'analisi originale dell'antisemitismo non solo come odio verso l'altro, ma come una vera e propria "patologia dell'identità". Attraverso una rilettura dei testi sacri e della tradizione rabbinica, l'autrice spiega come l'antisemita veda nell'ebreo colui che impedisce al mondo di essere "intero" o puro, identificandolo costantemente con ciò che è percepito come mancante, diverso o "fuori posto" all'interno di una società. Horvilleur evidenzia come l'antisemitismo riemerga prepotentemente ogni volta che una comunità si sente minacciata nella propria integrità e cerca un capro espiatorio per le proprie crisi. Invece di limitarsi a una cronaca storica, il testo esplora i meccanismi psicologici e simbolici che portano a considerare l'ebreo come "l'altro per eccellenza", colui che con la sua stessa esistenza incarna il pluralismo e l'impossibilità di una chiusura identitaria assoluta. L'opera suggerisce che la lotta all'antisemitismo non riguardi solo la protezione di una minoranza, ma la difesa della democrazia stessa. Accettare la presenza dell'ebreo significa accettare l'idea che l'identità sia sempre parziale e in dialogo.
Una cultura della catastrofe : materiali per un'interpretazione dell'antisemitismo / Francesco Germinario. - Trieste : Asterios, 2020
In questo volume, Francesco Germinario propone un'analisi dell'antisemitismo inteso come una vera e propria visione del mondo, una "cultura" che interpreta la modernità attraverso la lente del disastro imminente. L'autore esplora come la figura dell'ebreo sia stata costruita dalla propaganda antisemita come il "grande orchestratore" della crisi e della decadenza della civiltà occidentale, trasformando il pregiudizio in un sistema filosofico coerente, seppur delirante. Il saggio si concentra sui materiali ideologici che hanno alimentato questa retorica tra il XIX e il XX secolo, evidenziando come l'antisemitismo non sia stato un semplice scoppio di violenza irrazionale, ma una risposta strutturata alle ansie generate dai mutamenti sociali e politici. Germinario analizza come l'ossessione per la "catastrofe" abbia permesso di identificare nel mondo ebraico il nemico metafisico responsabile della perdita di identità e tradizioni delle nazioni europee. Germinario mette in luce la pericolosa eredità di questo pensiero, sottolineando come la logica antisemita sia intrinsecamente legata alla negazione della complessità storica. Attraverso lo studio di scritti e materiali d'epoca, l'opera dimostra che l'antisemitismo opera come una "scorciatoia cognitiva" che riduce i problemi del mondo a un complotto unitario, fornendo così le basi ideologiche per le politiche di sterminio.
Uno spettro si aggira per l'Europa : il mito del bolscevismo giudaico / Paul Hanebrink. - Torino : Einaudi, 2019
Il saggio analizza la genesi e la diffusione del mito del "bolscevismo giudaico", una delle teorie del complotto più persistenti e letali del Novecento. Hanebrink dimostra come, all'indomani della Rivoluzione russa e della Prima guerra mondiale, l'idea di un'alleanza segreta tra ebrei e comunisti sia stata utilizzata dalle forze conservatrici e nazionaliste in tutta Europa per screditare i movimenti di sinistra e presentare gli ebrei come una minaccia esistenziale alla civiltà cristiana e all'ordine nazionale. L'autore ricostruisce come questa leggenda non sia rimasta confinata alla propaganda nazista, ma abbia permeato gran parte della cultura politica europea, inclusi i contesti polacco, ungherese e rumeno. Il libro esamina come il mito sia servito a giustificare violenze di massa e pogrom, fornendo una base ideologica che permetteva di fondere il tradizionale antigiudaismo religioso con le nuove paure politiche legate alla modernità e alla sovversione sociale. Hanebrink riflette sulla persistenza di questo schema narrativo anche dopo la Seconda guerra mondiale e la Shoah. Il testo evidenzia come la retorica del "nemico interno" manipolato da oscure forze transnazionali continui a riemergere nei discorsi populisti contemporanei, dimostrando la tragica capacità di adattamento di questo mito nelle attuali tensioni identitarie europee.
Breve storia della questione antisemita / Roberto Finzi. - Milano : Bompiani, 2019
In questo volume, Roberto Finzi delinea un percorso sintetico ma rigoroso che distingue nettamente tra l'antigiudaismo di matrice religiosa e l'antisemitismo moderno di stampo razzista. L'autore spiega come il primo, basato sull'accusa teologica di deicidio, mirasse alla conversione o all'emarginazione degli ebrei, mentre il secondo, nato nel XIX secolo, abbia introdotto una discriminazione biologica e "scientifica" insormontabile, trasformando l'ebreo in un nemico assoluto per la nazione e la razza. Il testo analizza i passaggi chiave di questa metamorfosi, soffermandosi su come la modernità e l'emancipazione degli ebrei abbiano scatenato reazioni difensive nelle società europee. Finzi evidenzia come l'antisemitismo sia diventato un "codice culturale" capace di aggregare diverse forme di malcontento sociale, offrendo una spiegazione semplificata e complottista alle trasformazioni economiche e politiche dell'Ottocento e del Novecento. Roberto Finzi riflette sulla persistenza del pregiudizio dopo la Shoah, osservando come la "questione" non si sia affatto conclusa con la fine della guerra e invita il lettore a vigilare sulle nuove forme di ostilità, sottolineando che l'antisemitismo funziona storicamente come un segnale d'allarme per la tenuta delle libertà democratiche: ogni volta che il linguaggio pubblico si degrada e cerca capri espiatori, il pregiudizio antiebraico tende a riemergere sotto nuove spoglie.
Antisemitismo / Gadi Luzzatto Voghera. - Milano : Bibliografica, 2018
Lo storico Gadi Luzzatto Voghera fornisce una definizione chiara e aggiornata di un fenomeno complesso che spesso sfugge a una comprensione univoca. L'autore analizza l'antisemitismo non come un blocco monolitico, ma come un insieme stratificato di pregiudizi, stereotipi e miti che si sono accumulati nel tempo, adattandosi costantemente ai cambiamenti sociali e politici per offrire risposte semplificate a problemi complessi. Il testo si concentra in particolare sui meccanismi di diffusione del pregiudizio, esaminando come la retorica antisemita si sia evoluta dai libelli ottocenteschi (come i Protocolli dei Savi di Sion) fino alle dinamiche virali del web contemporaneo. Luzzatto Voghera evidenzia come il complottismo rimanga il motore principale di questo odio, trasformando l'ebreo in un simbolo astratto di poteri occulti e manipolatori, slegato dalla realtà concreta delle persone e delle comunità ebraiche.
Marrani : l'altro dell'altro / Donatella Di Cesare. - Torino : Einaudi, 2018
Donatella Di Cesare esplora la figura storica del "marrano" — l'ebreo della penisola iberica costretto alla conversione al cristianesimo nel XV secolo — elevandola a categoria filosofica della modernità. Il marrano rappresenta "l'altro dell'altro", colui che vive in una condizione di doppia estraneità: non più pienamente ebreo, ma mai veramente cristiano, costretto a una vita di simulazione e segretezza che rompe l'unità dell'identità. L'autrice analizza come questa scissione interiore abbia gettato le basi per la coscienza moderna e per il pensiero critico europeo. Attraverso figure come Spinoza, il marranesimo diventa il simbolo di una soggettività che abita il confine, che sfida le pretese di purezza e appartenenza assoluta delle nazioni e delle religioni. La condizione marrana rivela la fragilità di ogni identità costruita su dogmi rigidi e sull'esclusione della differenza. Per Di Cesare, il marranesimo è una lezione di libertà che insegna a vivere nel dissenso e nella pluralità, sottraendosi allo sguardo del potere che vorrebbe definire e catalogare ogni individuo in modo univoco.
L'antisemitismo : riflessioni sulla questione ebraica / Jean-Paul Sartre ; traduzione di Ignazio Weiss ; con in appendice gli scritti di Franco Fortini, Bernard-Henri Lévy e Françoise Collin. - Milano : SE, 2015
In questo celebre saggio del 1946, Jean-Paul Sartre sposta il focus dall'ebreo all'antisemita, sostenendo che è quest'ultimo a "creare" l'ebreo attraverso il proprio sguardo e il proprio odio. Per Sartre, l'antisemitismo non è una semplice opinione, ma una scelta esistenziale profonda: l'antisemita è un uomo che ha paura di se stesso, della ragione e della libertà, e che cerca nella passione irrazionale e nell'odio verso un nemico costruito a tavolino una certezza e un senso di appartenenza che non riesce a trovare altrove. L'analisi sartriana descrive l'antisemita come una figura che rifiuta la complessità della condizione umana, preferendo la solidità del pregiudizio alla responsabilità della scelta. L'ebreo diventa quindi il capro espiatorio necessario per giustificare le mediocrità e i fallimenti dell'antisemita, il quale si sente un "vero francese" o un "uomo perbene" solo in opposizione a un nemico metafisico che lui stesso ha definito. Senza l'ebreo, l'antisemita perderebbe la propria identità e la propria ragion d'essere.
I falsi protocolli : il complotto ebraico dalla Russia di Nicola 2. a oggi / di Sergio Romano. -
Sergio Romano ricostruisce la genesi e l'incredibile fortuna dei Protocolli dei Savi Anziani di Sion, il falso documentale creato dalla polizia segreta zarista all'inizio del XX secolo per alimentare l'odio contro gli ebrei. L'autore analizza come il testo sia stato confezionato manipolando un libello satirico francese precedente per dimostrare l'esistenza di un fantomatico piano ebraico volto al dominio globale, trasformando un’invenzione letteraria in uno dei documenti più distruttivi della storia moderna.
Sergio Romano ci invita a riflettere sulla persistenza di questo mito nel mondo contemporaneo, documentando come i Protocolli circolino ancora oggi in diverse aree geografiche, dal mondo arabo-islamico alle comunità online radicalizzate. Romano sottolinea come il complotto ebraico sia una "idea senza fine", capace di adattarsi a nuovi contesti politici per alimentare l'odio e il sospetto, dimostrando che la forza di una menzogna risiede spesso nella sua capacità di confermare i pregiudizi preesistenti del lettore.
Argomenti per lo sterminio : stereotipi dell'immaginario antisemita / Francesco Germinario. - Torino : Einaudi, 2011
Il saggio analizza la transizione cruciale tra l'antisemitismo ottocentesco e quello che ha condotto alla Shoah, concentrandosi sulla costruzione di un immaginario che rendesse "pensabile" e giustificabile lo sterminio. L'autore esplora come gli stereotipi antiebraici siano stati sistematizzati in una vera e propria logica argomentativa, trasformando l'ebreo da semplice avversario religioso o sociale in un "virus" o un "parassita" biologico che minacciava la sopravvivenza stessa della nazione. Il libro esamina i diversi materiali della propaganda, dimostrando come la retorica antisemita abbia saputo fondere pseudoscienza, miti arcaici e paure moderne. Germinario mette in luce come la negazione dell'umanità dell'altro sia stata preparata attraverso una costante produzione di immagini e discorsi che descrivevano l'ebraismo come una forza occulta, transnazionale e decompositrice, rendendo l'eliminazione fisica la conseguenza "logica" di una diagnosi politica e razziale. Germinario sottolinea che lo sterminio non fu un incidente della storia, ma l'esito di un lungo processo di incubazione culturale. Attraverso lo studio dei meccanismi di semplificazione e demonizzazione, Germinario ci avverte sulla persistenza di questi schemi mentali, invitando a riconoscere come la costruzione di un nemico assoluto sia ancora oggi il primo passo verso la violenza politica e la distruzione dei legami civili.
Il pregiudizio : ebrei e questione ebraica in Marx, Lombroso, Croce / Roberto Finzi ; prefazione di Claudio Magris. - [Milano] : Saggi Bompiani, 2011
Questo saggio di Roberto Finzi indaga come il pregiudizio antiebraico abbia permeato il pensiero di tre giganti della cultura moderna — Karl Marx, Cesare Lombroso e Benedetto Croce — dimostrando che l'antisemitismo non è stato solo un fenomeno marginale o di "destra", ma una componente insidiosa anche nelle tradizioni del socialismo, del positivismo e del liberalismo. L'autore analizza come, pur con intenti diversi, questi pensatori abbiano contribuito a cristallizzare stereotipi sull'ebraismo, spesso considerandolo un residuo del passato da superare attraverso l'assimilazione o il progresso scientifico. Il libro esamina nel dettaglio le contraddizioni di ciascuna figura: il celebre scritto di Marx sulla Questione ebraica, in cui l'ebreo è identificato con il culto del denaro; le teorie di Lombroso, che cercava di applicare le leggi della psichiatria e dell'antropologia criminale all'identità ebraica; e l'approccio di Croce, che tendeva a negare la specificità del problema ebraico riducendolo a una questione di integrazione civile. Finzi mette in luce come l'incapacità di questi intellettuali di riconoscere la dignità della differenza ebraica abbia lasciato spazio a interpretazioni distorte che, col tempo, hanno alimentato derive più violente.
Alle origini dell'antisemitismo nazional-fascista : Maffeo Pantaleoni e La vita italiana di Giovanni Preziosi, 1915-1924 / Luca Michelini. - Venezia : Marsilio, 2011
In questo saggio, Luca Michelini ricostruisce le radici ideologiche dell'antisemitismo in Italia, concentrandosi sul periodo cruciale tra la Grande Guerra e l'ascesa definitiva del fascismo. L'autore analizza in particolare il ruolo della rivista La Vita Italiana, diretta da Giovanni Preziosi, individuandola come il principale laboratorio teorico in cui l'antigiudaismo tradizionale si fuse con il nazionalismo economico e politico, trasformando l'ebreo nel simbolo della "minaccia plutocratica" e internazionale. Michelini mette in luce il contributo inaspettato di Maffeo Pantaleoni, uno dei più prestigiosi economisti dell'epoca, alla costruzione di questa retorica e dimostra come Pantaleoni, attraverso le sue analisi economiche, abbia fornito una veste "scientifica" e autorevole al pregiudizio, sostenendo l'esistenza di un complotto ebraico volto a destabilizzare l'economia nazionale e a favorire il bolscevismo, creando così un ponte ideale tra l'accademia e la propaganda più becera. Queste elaborazioni non rimasero confinate a una cerchia ristretta di intellettuali, ma prepararono il terreno culturale per le successive leggi razziali del 1938. Il testo evidenzia che l'antisemitismo fascista non fu un'importazione tardiva dalla Germania nazista, ma un fenomeno con radici italiane profonde e autonome, alimentato da una classe dirigente che vedeva nell'odio antiebraico uno strumento per definire la nuova identità totalitaria della nazione.
La violenza nazista : una genealogia / Enzo Traverso. - Bologna : Il mulino, 2010
Il testo analizza come l'esperienza coloniale e il razzismo scientifico abbiano fornito al nazismo i modelli per la deumanizzazione dell'altro e per la guerra di sterminio. Traverso dimostra che le tecniche di massacro, la burocratizzazione del crimine e l'idea stessa di uno "spazio vitale" da purificare erano già state sperimentate dalle potenze europee nelle colonie. Il nazismo avrebbe dunque applicato al cuore dell'Europa, e in particolare agli ebrei, una violenza amministrativa e tecnologica che l'Occidente aveva già legittimato altrove. L'opera mette in luce come la Prima guerra mondiale abbia rappresentato il catalizzatore finale, brutalizzando le società e abituando le masse alla morte seriale. La Shoah viene descritta come una "sintesi unica" di queste diverse correnti: una fusione letale tra miti arcaici e razionalità strumentale moderna. Il libro invita a non considerare il nazismo come una parentesi estranea alla storia europea, ma come un prodotto diretto delle sue contraddizioni più profonde.
Assimilazione e antisemitismo razziale : i modelli iberico e tedesco / Yosef Hayim Yerushalmi ; traduzione di Rosanella Volponi ; saggio introduttivo di David Bidussa. - Firenze : Giuntina, 2010
Yosef Hayim Yerushalmi, nel saggio Assimilazione e antisemitismo razziale: i modelli iberico e tedesco, analizza come l’integrazione degli ebrei nella società cristiana possa generare, in determinate condizioni storiche, forme particolarmente virulente di antisemitismo razziale, anziché dissolvere le tensioni verso di loro. L’opera mette a confronto due esperienze paradigmatiche: la Spagna e il Portogallo tra Quattrocento e Seicento, con il conceito di limpieza de sangre (purezza di sangue), e la Germania dell’Ottocento e del Novecento, culminante nel nazismo.
Il “modello iberico” esplora il processo di conversione dei giudeoconversi e la nascita di una concezione razziale dell’ebraismo, in cui la fede non basta più a definire chi è “uno di noi”. Le leggi sulla limpieza de sangre trasformano l’origine ebraica in una macchia biologica e sociale, che rende i convertiti e i loro discendenti perennemente sospetti, pur essendo dichiaratamente cristiani, anticipando così una logica di discriminazione razziale che va oltre la religione.
Il “modello tedesco” analizza invece l’assimilazione degli ebrei nella Germania moderna e la loro crescente integrazione economica, culturale e professionale, che tuttavia non impedisce ma anzi alimenta un antisemitismo razziale fondato su categorie biologiche e nazionali. Yerushalmi sottolinea che la secolarizzazione e l’emancipazione non cancellano l’ostilità verso gli ebrei, ma la trasformano in una nuova ideologia razzista, che trova in Germania un suo sviluppo autonomo, pur presentando analogie strutturali con l’esperienza iberica, mostrando così come assimilazione e antisemitismo razziale possano coesistere e rinforzarsi reciprocamente.
Il fascismo e la razza : la scienza italiana e le politiche razziali del regime / Giorgio Israel. - Bologna : Il mulino, 2010
Giorgio Israel indaga in che misura le leggi razziali fasciste del 1938 si radicarono nei discorsi e nelle pratiche della scienza italiana, oltre che nelle scelte politiche del regime. L’opera ricostruisce come l’antisemitismo di stato italiano non sia stato solo un adattamento estemporaneo all’alleanza con la Germania nazista, ma un progetto ideologico che si appoggiava a una presunta “base scientifica” elaborata da un ampio segmento del mondo accademico e scientifico. Già nel periodo precedente l’adozione delle leggi razziali, diverse discipline – dall’antropologia all’eugenica, alla demografia – contribuirono a forgiare un’immagine di razza intesa come entità biologica e gerarchica, che venne poi politicamente strumentalizzata dal fascismo. Infine l’autore analizza il rapporto tra politica razziale e sistema universitario, mettendo in luce la larga adesione, spesso opportunistica, degli scienziati e dei professori alle linee direttive del regime e come le politiche razziali, fondate su questa commistione tra scienza e ideologia, produssero esclusioni, persecuzioni e danni duraturi al tessuto intellettuale e morale dell’Italia, mostrando che il fascismo non si limitò a imporre leggi discriminatorie, ma si avvalse di un complesso apparato scientifico‑accademico che ne condivise e ne rafforzò la legittimazione.
L'archivio antiebraico : il linguaggio dell'antisemitismo moderno / Simon Levis Sullam. - Roma [etc.] : GLF editori Laterza, 2008
Simon Levis Sullam analizza la genesi e la struttura del “lessico” con cui l’antisemitismo si è espresso nel mondo moderno, a partire dal XIX secolo fino alle soglie della Shoah. L’autore mostra come, accanto alle discriminazioni giuridiche e alle persecuzioni materiali, si sviluppi un vero e proprio repertorio linguistico – un insieme di immagini, stereotipi, metafore e racconti – che rende socialmente accettabile e politicamente efficace l’odio verso gli ebrei, trasformando antichi pregiudizi religiosi in una retorica ideologica e pseudo‑scientifica. Il volume ricostruisce come il linguaggio antiebraico si articoli in un “archivio” discorsivo continuamente riattivato e adattato ai diversi contesti storici: dalla polemica illuministica e romantica contro gli ebrei, al caso Dreyfus, ai falsi come i Protocolli dei Savi Anziani di Sion, fino alla propaganda nazista e fascista. Levis Sullam sostiene che questo archivio non è mai del tutto superato, perché continua a fornire immagini e schemi narrativi che permettono di rappresentare gli ebrei come forza occulta, internazionale, pericolosa; in questo modo, il libro mette in luce che la storia dell’antisemitismo moderno è anche una storia del modo in cui parole, concetti e miti sono stati usati per legittimare esclusione, violenza e genocidio.
Antisemitismo a sinistra / Gadi Luzzatto Voghera. - Torino : G. Einaudi, [2007]
Il libro indaga le forme di antiebraismo presenti nei movimenti politici e culturali progressisti, soprattutto in Europa e in Italia, mostrando come l’antisemitismo non sia patrimonio esclusivo della destra ma si sia insinuato anche nelle filiere di sinistra. L’analisi mette in luce come, nel corso del Novecento, elementi di pregiudizio antiebraico siano stati spesso occultati sotto discorsi antisionisti, critiche all’imperialismo o retoriche contro i “poteri forti”, rendendo più difficile riconoscere nelle invettive contro gli ebrei e Israele una persistente matrice antisemita.
Luzzatto Voghera sostiene che la sinistra, per lungo tempo, ha sottovalutato o taciuto il problema, finendo per normalizzare linguaggi e stereotipi che riprendono la tradizione moderna dell’antisemitismo politico. Il libro invita a una maggiore lucidità critica, invitando le forze progressiste a distinguere tra legittima critica dello Stato d’Israele e uso di immagini, simboli e narrazioni che rimandano al repertorio dell’odio antiebraico, aprendo così un confronto interno sulla responsabilità morale e politica della sinistra nei confronti dell’antisemitismo contemporaneo.
Morte o battesimo : una storia dei marrani / Fritz Heymann ; a cura di Julius H. Schoeps ; traduzione di Paola Buscaglione Candela. - Firenze : Giuntina, [2007]
Il testo prende in esame il percorso storico dei marrani, ossia degli ebrei spagnoli e portoghesi costretti al battesimo cattolico tra tardo Medioevo ed età moderna, che restarono in una condizione di duplicità religiosa e sociale. Il libro ricostruisce come la scelta tra “morte o battesimo” abbia coinvolto migliaia di famiglie, imponendo a molti un’identità cristiana formale, mentre in segreto continuavano a praticare usanze ebraiche, spesso in un clima di sospetto e controllo da parte dell’Inquisizione Heymann analizza in particolare il ruolo dell’Inquisizione spagnola e portoghese nel monitorare questi “nuovi cristiani”, mostrando come la persecuzione non fosse solo religiosa, ma si intrecciasse profondamente con fattori economici, sociali e di mobilità. L’autore sottolinea che la storia dei marrani non si conclude con la fuga o l’espulsione, ma si prolunga nelle comunità sefardite d’Europa e nelle diaspora, dove elementi di memoria segreta, pratiche clandestine e tensioni tra identità aperta e nascosta continuano a lasciare un segno duraturo nella cultura ebraica.
L'accusa del sangue : la macchina mitologica antisemita / Furio Jesi ; introduzione di David Bidussa. - Torino : Bollati Boringhieri, 2007
L’Accusa del sangue di Furio Jesi prende come fulcro il mito dell’“omicidio rituale” e dell’uso del sangue umano nei presunti riti ebraici, mostrando come si tratti di un’invenzione priva di fondamento storico ma potentemente radicata nella cultura cristiana. Jesi ricostruisce la lunga storia dell’accusa del sangue, dal Medioevo all’età moderna, mettendo in luce come essa si ripresenti in contesti diversi, adattandosi a nuove forme della politica e della propaganda, pur conservando i medesimi nuclei immaginari di odio antiebraico. Il libro analizza l’idea di “macchina mitologica” come dispositivo che genera e rielabora figure, narrazioni e stereotipi, rendendo plausibili superstizioni e luoghi comuni sulla natura e sui presunti crimini degli ebrei. Jesi sottolinea che questa macchina non appartiene solo alla cultura popolare, ma coinvolge anche saperi “colti”, retoriche politiche e immagini artistiche, mostrando così che l’antisemitismo non è solo un residuo arcaico ma un sistema che si alimenta continuamente di miti e fissazioni legate al sangue, alla colpa e alla perversione dell’Altro.
Antisemitismo : una categoria fuori controllo / Giorgio Bernardelli. - Cinisello Balsamo : San Paolo, [2007]
Antisemitismo. Una categoria fuori controllo analizza come l’antisemitismo, pur essendo un fenomeno storico ben definito, finisca spesso per essere usato come etichetta generica, spostata da un contesto a un altro, fino a diventare una “categoria” politicamente e culturalmente destabilizzata. Il libro mostra come, nel discorso contemporaneo, l’accusa di antisemitismo possa essere sia sottovalutata sia esagerata, con il rischio di svuotare la parola del suo significato concreto o, al contrario, di usarla strumentalmente per delegittimare critiche legittime verso Israele o altri attori politici. Bernardelli cerca di ristabilire un’analitica chiara del termine, distinguendo tra vera violenza antisemita, pregiudizi più diffusi e discorsi politici che, pur essendo aspri, non sempre cadono in questa categoria. Il volume invita a una maggiore cautela e responsabilità nell’uso del concetto, sottolineando la necessità di collegare l’antisemitismo a fatti, linguaggi e pratiche specifiche, anziché trattarlo come un’etichetta emotiva o propagandistica, e proponendo così una riflessione etica e politica sul modo in cui la parola “antisemitismo” viene oggi impiegata nel dibattito pubblico.
I soliti ebrei : viaggio nel pregiudizio antiebraico nell'Italia di oggi / Daniele Scalise. - Milano : Mondadori, 2005
Un’inchiesta sulle forme di antiebraismo ancora presenti nella società italiana contemporanea, a partire dagli anni Novanta e i primi anni Duemila. Il sottotitolo “viaggio” indica che il libro si muove su un terreno quasi da reporter, raccogliendo testimonianze, episodi di aggressioni, graffiti, minacce e discorsi diffusi, dai contesti politici alle scuole, dagli stadi ai media, mostrando come l’antisemitismo non sia solo un retaggio storico ma una presenza viva e rinnovata. Scalise analizza in particolare il modo in cui gli stereotipi tradizionali – ebreo ricco, potente, “separato”, nemico occulto – si combinano con le nuove mobilitazioni politiche, soprattutto intorno al conflitto israelo‑palestinese, dando luogo a una “nuova” forma di odio antiebraico. Il volume sottolinea come questa stereotipia operi sia a destra sia a sinistra, e avverte che la distinzione tra critica legittima di Israele e uso di retoriche o immagini tipicamente antisemite rischia di diventare sempre più sfuocata, rendendo urgente un maggiore ascolto delle comunità ebraiche e una più chiara educazione civica su pregiudizio, memoria e responsabilità individuale.
Antisemitismo e sionismo : una discussione / Abraham B. Yehoshua. - Torino : G. Einaudi, [2004]
Yehoshua offre una riflessione personale, più che una ricostruzione storiografica, sulle relazioni tra l’odio antiebraico e il progetto sionista. L’autore analizza le radici strutturali dell’antisemitismo moderno, sostenendo che esso non nasca solo da fattori politici o economici, ma da una particolare configurazione dell’identità ebraica, dove religione e appartenenza nazionale restano indissolubilmente legate, producendo un’ambiguità percepita come minacciosa dagli altri popoli. L'autore interpreta il sionismo non come una semplice ideologia, ma come una piattaforma comune a posizioni politiche e culturali diverse, che tenta di “normalizzare” l’esistenza ebraica creando uno Stato sovrano e un quadro istituzionale stabile. Egli sostiene che solo attraverso una radicale ridefinizione dell’identità ebraica – spezzando il vincolo assoluto tra religione e nazionalità, fissando territorio, lingua e cittadinanza – si possa in qualche misura incidere sulla patologia dell’antisemitismo, pur riconoscendo che nessun progetto politico riesce a cancellarne del tutto il radicamento profondo nella storia degli ebrei.
L'antigiudaismo : storia di un'idea / Piero Stefani. - Piero Stefani | Roma ; Bari : Laterza, 2004
Piero Stefani analizza l’antigiudaismo come un dispositivo teologico‑ideologico che si sviluppa a partire dalle origini del cristianesimo, ben prima della nascita dell’antisemitismo moderno. L’autore mostra come la Chiesa, nel corso dei secoli, costruisca una visione “sostitutiva” che presenta i cristiani come “nuovo Israele”, depotenziando l’identità ebraica e leggendo il popolo d’Israele come un’entità destinata a essere superata dalla vera continuità dell’alleanza in Cristo. Il testo evidenzia come questa struttura antigiudaica, seppur diversa dal razzismo moderno, prepari il terreno per le successive persecuzioni, esclusioni e forme di delegittimazione degli ebrei nella storia occidentale, fino al XX secolo. Il libro invita a un’interpretazione teologica e storica più critica, insistendo sul fatto che la coscienza cristiana ha dovuto confrontarsi con la Shoah per iniziare un serio ripensamento del proprio rapporto antico‑giudaico, auspicando un dialogo che non riduca l’ebraismo a mero presupposto teologico, ma lo riconosca come partner altro e permanente nella storia della fede.
Le radici del male : l'antisemitismo in Germania : da Bismarck a Hitler / Massimo Ferrari Zumbini. - Bologna : Il mulino, 2001
Il saggio ricostruisce lo sviluppo dell’antisemitismo tedesco tra Otto von Bismarck e la presa del potere da parte di Hitler, evidenziando che la persecuzione degli ebrei non scaturisce solo da un improvviso accesso razzista, ma da un lungo processo culturale e politico. Il libro analizza la nascita dell’antisemitismo moderno nella Germania del secondo Ottocento, mostrando come esso si radichi in una miscela di nazionalismo, xenofobia sociale, risentimento economico e immagini mitizzate dell’“ebraico” come forza estranea e pericolosa per la nazione.fondazionesancarlo. Ferrari Zumbini mette in luce la progressiva radicalizzazione del discorso antisemita nella repubblica di Weimar, nel contesto di crisi politica ed economica, e il modo in cui questo retroterra ideologico viene ripreso e caricato di violenza sistematica dal nazismo. Il volume sottolinea che la Shoah non è un evento del tutto “nuovo”, ma la culminazione estrema di un’“idea di persecuzione” già presente nella cultura politica e simbolica tedesca, invitando così a leggere la storia dell’antisemitismo in Germania non come una parentesi, ma come un arco di tempo in cui la democrazia, la cultura e le istituzioni si rivelano inadeguate a contrastare la crescente legittimazione del male.