Repertori dal passato della Biblioteca civica

Schede del repertorio bio-iconografico, del catalogo Torino e del catalogo Arte

Uno sguardo d'insieme

La Biblioteca civica Centrale conserva, fra i numerosi cataloghi in uso tra l'Ottocento e i primi decenni del Novecento, soltanto tre repertori speciali a schede: il repertorio Bio–iconografico, il catalogo Torino e il catalogo Arte. Tuttora consultati per particolari ricerche ma in precarie condizioni di conservazione, sono stati recentemente oggetto di una campagna di digitalizzazione in procinto di concludersi.

Il repertorio bio-iconografico e il catalogo Torino sono attualmente già disponibili per la consultazione in rete; il catalogo Arte, al momento ancora in lavorazione, lo sarà a breve.

Riportiamo di seguito i brani tratti dalla documentazione disponibile, limitatamente agli anni precedenti il 1940, in cui è presente il riferimento a uno o più di questi repertori speciali.
Poiché ai repertori è strettamente connessa l’attività di spoglio bibliografico in quanto la catalogazione analitica costituisce per essi un apporto essenziale, si è scelto di riportare anche i brani relativi a quest'ultimo argomento.

Daniele Sassi - 1884

Il primo riferimento a un catalogo per soggetti “Torino” e “Biografie” risale al 1884.

In occasione della partecipazione della Biblioteca all’Esposizione generale italiana tenutasi in quell’anno a Torino, il direttore della Biblioteca civica Daniele Sassi pubblica l’opuscolo La Biblioteca civica di Torino: monografia, in cui si propone di riassumere categoricamente dall’origine ai giorni nostri le fasi della proficua istituzione della nostra Biblioteca civica; dirne il sistema di classificazione generale e speciale dei volumi che vi si contengono; rilevare la progressiva frequenza di lettori… Venendo a descrivere l’iniziativa intrapresa, ma ancora in fieri, di creare oltre ai tradizionali cataloghi per autori e sistematico un indice per soggetti alfabeticamente disposti indipendente da ogni metodo di classificazione per materia, in cui ogni opera è registrata a seconda dell’argomento o soggetto principale di cui tratta, l’autore dichiara appunto che questo catalogo non è per anco del tutto compilato e che i soggetti già compiuti si riferiscono a

Casa Savoia;
Monografie delle antiche provincie;

Torino;
Biografie.

Prosegue l’autore: A delucidazione del sistema che informa questa specie di catalogo diremo alcunché, particolarmente allo scopo di chiarirne il contenuto.
Riportiamo parte dei brani relativi a “Torino” e “Biografie”:

Torino forma un … grosso volume d’indice alfabetico che riguarda la città nostra. Valga un saggio dell’indice di questo volume per dare un concetto dell’importanza e della utilità di questo catalogo speciale. Riportiamo, dell’esemplificazione fatta seguire dall’autore, soltanto le lettere A, B e C:

Lettera A - Amministrazione del Comune, parte storica - Amministrazione del Comune (Atti, regolamenti) - Amministrazione del Comune (Contenzioso) - Albero della libertà eretto nell’Università - Ammazzatoio - Archeologia e numismatica - Armeria - Archivio di Stato - Arti Belle - Accademie - Società scientifiche, letterarie ed artistiche - Acqua potabile (Derivazione di).

Lettera B - Biblioteche.

Lettera C - Chiese, Monasteri (V. pure Storia ecclesiastica, Confraternite) - Carte e piani (V. anche le Guide) - Case di pena e di correzione - Caffè - Costruzioni (V. Chiese e Storia ecclesiastica) - Cimiteri Crocetta (La) - Climatologia e meteorologia.

Si noti che Sassi riferisce del catalogo Torino come di un “volume” e non come un catalogo a schede, forma nella quale è pervenuto a noi (schede dattiloscritte). Per contro, i soggetti esemplificati sono molto simili e in qualche caso identici a quelli presenti nel repertorio pervenutoci.

Biografie e necrologie. Il catalogo è formato di cartine ordinate alfabeticamente, in cui si rinvengono la biografie e la necrologia dai primi tempi fino ai giorni contemporanei, e risulta dallo spoglio di tutti i libri, opuscoli, giornali, tantoché può accadere che un nome illustre possegga una cartina contenente dieci, quindici e fino a venti biografie che vi si riferiscono. Questo paziente lavoro ormai contenente 9000 biografie e necrologie viene man mano aumentandosi a misura del successivo spoglio di tutte le opere che alcuna ne contengono:
Eccone un saggio:

riportiamo della lunga esemplificazione soltanto:

B - Bodoni Giambattista. - Arte della stampa, anno 1°, pag. 28 - Lama Giuseppe, vita di G. Bodoni - Teatro universale (giornale illustrato) 1844, pag 241 - Andrà G. G., elogio - Collezione Bodoni, n. 271, e prefazione alla vita, n. 392 - Museo scientifico (giornale illustrato) 1841, pag 281 - Paroletti, vite e ritratti di 60 piemontesi illustri - Biografia, pag. 236 - Collezioni Bodoni. La pleiade Parmense, n. 571 - Torricella, pag. 45 - Daneo, vol. 2°, pag. 222 - Muzzi, pag. 533.

Riportiamo quindi il brano relativo agli spogli contenuto nell’opuscolo di Sassi:
Le opere nelle quali vi sono trattati di autori diversi, le collezioni scientifiche, tecniche e letterarie e le miscellanee vengono man mano spogliate a misura che entrano a far parte della Biblioteca. Tali spogli sono registrati in appositi cataloghi col nome dell’autore e il titolo delle opere nell’ordine in cui trovansi nei volumi; contemporaneamente si forma una cartina per ciascun autore che viene per copia collocata nelle cassette del catalogo alfabetico. Egli è evidente come tali spogli costituiscano una importantissima fonte per rintracciare particolari nozioni sulle più svariate materie di cui si abbia desiderio di fare ricerca. Presentemente trovansi già spogliate utilissime pubblicazioni … Al modo stesso, man mano che si ricevono le pubblicazioni di biografie e di necrologie, le più importanti menzioni di esse vengono ridotte a spoglio. In gran parte sono tratte dai numerosi giornali, dalle migliori riviste letterarie.

Ricordiamo a proposito degli spogli che già Giuseppe Pomba nelle “Avvertenze” al volume del 1869 Catalogo dei libri che si trovano nella biblioteca della Città di Torino (volume limitato, per motivi finanziari, alle sole opere relative alla Classe terza del catalogo sistematico, Scienze ed Arti) sottolinea l’importanza di questa attività: Anche delle raccolte accademiche e delle miscellanee si fece accuratissimo spoglio, registrando al posto debito le memorie in esse contenute e ricordando dietro alla indicazione principale del titolo della raccolta i nomi degli autori delle memorie stesse … Abbiamo sì grande e inconcussa fede nell’utilità di questi spogli, che taluno, forse, riterrebbe di soverchia minutezza, che, stampandosi le altre quattro Classi del Catalogo continueremo ad inserirvi il risultato dello spoglio di ragguardevole quantità di volumi di miscellanee e di annali contenenti un tesoro di memorie storiche e di scritti letterarii per la maggior parte poco noti.

Enrico Mussa - 1911

Nell’opuscolo La Biblioteca civica di Torino: cenni illustrativi pubblicato nel 1911 il direttore Mussa elenca i dieci cataloghi della biblioteca; tra questi compaiono due dei repertori oggetto di questa scheda:

1. - Il catalogo topografico o registro inventario che contiene la descrizione delle opere nell’ordine preciso in cui sono allogate nelle sale, negli scaffali e nei palchetti.
2. - Il catalogo generale per ordine alfabetico degli autori.

3. - Il catalogo generale per voci (comprendente oltre 1600 voci).
4. - Il catalogo biografico, formato da oltre 10.000 schedine ordinate alfabeticamente in cui sono annotati richiami bibliografici, riflettenti le persone, desunti dallo spoglio dei libri, opuscoli e giornali.
5. - Il catalogo speciale delle opere concernenti "Le antiche provincie". (VOLUMI CONTENENTI RICHIAMI BIBLIOGRAFICI RIFLETTENTI TORINO E GLI ALTRI COMUNI DEL PIEMONTE) 

6. - Il catalogo speciale delle opere concernenti la "Città di Torino" (VOLUMI CONTENENTI RICHIAMI BIBLIOGRAFICI RIFLETTENTI TORINO E GLI ALTRI COMUNI DEL PIEMONTE)
 
7. - Il catalogo speciale delle pubblicazioni concernenti la "Casa di Savoia", che è un indice dei Principi coll’indicazione delle opere possedute che a ciascuno di essi si riferiscono.
8. - Il catalogo-inventario della collezione "Bodoni".
9. - Il catalogo inventario degli autografi.
10. - Il catalogo dei manuali "Hoepli".

Viene inoltre riportato che l’assessore senatore Chironi autorizza, a complemento di questi cataloghi, la formazione di un catalogo minutissimo per la pronta ricerca dei soggetti di arte applicata distinti per motivo decorativo e per stili, destinato specialmente alle classi professionali.

È pure iniziato il catalogo iconografico dei ritratti di persone riportati nelle opere possedute dalla biblioteca.

Sugli spogli l’autore scrive: L’Ufficio giornalmente procede allo spoglio dei periodici ed, in quanto occorra, dei volumi od opuscoli, per mettere in evidenza taluni elementi bibliografici che altrimenti andrebbero ignorati, compilando apposite schede di richiamo ed avendo specialissimo riguardo a tutto quanto riflette la Città di Torino, le regioni del Piemonte e la biografia in genere.

Enrico Mussa - 1924

Il direttore Enrico Mussa nell’opuscolo Biblioteca civica: cenni illustrativi, a proposito della pubblicazione a stampa dei cataloghi (È nelle tradizioni di questa Biblioteca la stampa di cataloghi del materiale posseduto; infatti nello stesso anno di apertura al pubblico (1869) si pubblicava, sotto gli auspici del Pomba, un primo catalogo di 142 pagine per le opere di scienze varie ed arti), dopo aver enumerato le varie pubblicazioni già realizzate (catalogo Sezione Teatro-Storia Critica, catalogo Sezione Teatro-Testi, catalogo Sezione d’Arte, catalogo Sezione Risorgimento) termina indicando i lavori non ancora conclusi: È pronto l’aggiornamento, mediante la pubblicazione di supplementi, certo molto notevoli, dei cataloghi già stampati, nonché per il catalogo della Sezione Torino e della Sezione Giobertiana.

Nel capitolo III dell’opera, Cenni speciali su alcune sezioni l’autore tratta, tra le altre, della Sezione Torino e Piemonte e della Sezione d’Arte.

Per quanto riguarda la prima, l’autore scrive: La Direzione cura in modo particolare la raccolta d’opere riguardanti la nostra Città e le regioni del vecchio Piemonte. Esistono due cataloghi speciali: uno per il Piemonte a registro, e l’altro per Torino, a cartoline mobili. Il Catalogo Torino a cartoline mobili è impiantato sul tipo di schedario Reale, cioè ogni opera, che interessi per qualche motivo la nostra città,è registrata sotto il relativo soggetto, ed i vari soggetti sono classificati nel cassetto in seriazione alfabetica: esso non si limita a comprendere le opere, ma accoglie anche i semplici spogli, articoli, accenni, che si possono desumere dai giornali, periodici o da altra fonte; utilissimo repertorio che reca effettivamente grandi vantaggi al servizio di distribuzione per suggerimenti agli studiosi di cose locali.

La Sezione d’Arte: La Biblioteca, in ossequio, alla deliberazione Consiliare che le dava esistenza, curò sempre in modo particolare la raccolta d’opere per la sua sezione d’Arte e questa infatti prese tanto sviluppo da render necessaria la compilazione d’uno speciale Repertorio minuto dei Soggetti d’arte per mettere in pieno valore questo importante materiale. Tale repertorio di soggetti distinti, ove occorra anche a seconda dello stile e dell’epoca cui si riferiscono, comprende circa 17.000 soggetti e circa 20.000 richiami bibliografici. Nel 1913 venne pubblicato il catalogo a stampa, per ordine alfabetico, di tutte le opere d’arte possedute.

Nella parte intitolata Repertori speciali Enrico Mussa scrive: La Direzione ha speciale cura di tenere un repertorio Bio-Iconografico a schedine mobili, sulle quali si trascrivono non solo le indicazioni bibliografiche delle singole opere man mano che vengono catalogate, ma anche gli spogli dei giornali quotidiani e di periodici in genere, per quanto riguarda la biografia di persone e l’opera loro indicandovi pure i ritratti.

Parimenti viene tenuto in corrente il Repertorio soggetti d’arte (vedasi sezione dell’arte) e quello dei soggetti della letteratura teatrale (vedasi Sezione Teatro).

Sugli spogli l’autore scrive: La Direzione ha sempre cura di eseguire gli spogli dei periodici ed, in quanto occorra, dei volumi ed opuscoli - giornalmente man mano che [il] materiale viene catalogato - per mettere in evidenza taluni elementi bibliografici che altrimenti andrebbero ignorati, compilando apposite schede di richiamo ed avendo per specialissimo riguardo a tutto quanto riflette la città di Torino, le regioni del Piemonte e la biografia in genere.

Luigi Màdaro - 1930

Sul tema degli spogli il direttore Màdaro nell’articolo La Biblioteca civica nel 1930: relazione del direttore, pubblicato l'anno successivo, a proposito dei lavori bibliografici così scrive: Seguendo l’utilissima consuetudine di sottoporre ad esame anche gli articoli delle principali riviste che pervengono alla Biblioteca, i più importanti di essi sono stati segnalati a catalogo in circa 2000 schede di spoglio.

Luigi Madàro - 1931-1932

Sempre sugli spogli Luigi Màdaro scrive, nell’articolo La Biblioteca civica di Torino nel biennio 1931-1932, pubblicato nel 1933, scrive del consueto spoglio delle principali riviste e pubblicazioni periodiche per segnalarne nel catalogo a soggetto gli studi più importanti con speciale riguardo a quelli riferentisi alla vita storica, amministrativa, sociale, politica della città e della regione.

Conclusione