Johannes Vermeer e la sua opera
In occasione dell'esposizione del dipinto Donna in blu che legge una lettera di Vermeer, visibile a Palazzo Madama dal 5 marzo al 29 giugno 2026, Le Biblioteche civiche torinesi presentano un percorso di lettura dedicato a Vermeer e alla sua opera.
Questo libro è aggiornato alle più recenti scoperte sull’artista e la sua opera e presenta utti i dipinti di Vermeer (Delft 1632-1675) inseriti nel contesto del Secolo d’Oro dell’arte olandese, il Seicento. Jan Vermeer è l’autore di un’icona assoluta, la Ragazza con orecchino di perla, ed è il creatore di un un microcosmo incantato e silenzioso, intriso di luce, magicamente cristallizzato. Claudio Pescio, giornalista e storico dell’arte, è uno specialista di arte fiamminga e olandese. Dirige la rivista “Arte Dossier” e la Divisione Arte di Giunti Editore.
«Vermeer ha dipinto perfino il silenzio raggiante che emanano le cose amiche, l'accoglienza che ci fanno». (Élie Faure). Una luce unica, colori sottili, gesti di rara precisione caratterizzano le 36 tele di Jan Vermeer, presentate in questo volume. Pittore rimasto troppo a lungo nell'oblio, in questa raccolta quadri di artisti della sua epoca, quali Pieter de Hooch, Gerard Dou o Gabriel Metsu, sono messi a confronto con le sue opere per completarne l'universo pittorico di riferimento.
Una esaustiva monografia su quel felice periodo artistico che fu il XVII secolo nei Paesi Bassi presenta, oltre a tutte le opere di Johannes Vermeer, dipinti di artisti celebri del suo tempo, tra cui Carel Fabritius, Pieter de Hooch, Emanuel de Witte, Gerard ter Borch, Gerrit Dou, Nicolaes Maes, Gabriel Metsu, Frans van Mieris e Jacob Ochtervelt. Le oltre ottanta opere pubblicate mostrano un versante dell'arte europea poco noto in Italia e ricco di fascino. Esse svelano "il mondo raffigurato dagli artisti olandesi del Seicento che ha l'aspetto e l'immediatezza del reale. Guardando i loro dipinti si ha quasi l'impressione di girovagare per quei paesaggi piatti, scanditi da città e campanili le cui silhouette si stagliano contro la vastità del cielo; di incontrare, nelle strade e nei cortili delle case, i distinti cittadini che costituivano la spina dorsale della potenza economica della piccola nazione; di essere testimone degli incontri di varia umanità - come quello tra madre e figlia - che gli artisti fissavano sulla tela in modo tanto efficace nelle loro descrizioni della vita quotidiana. Malgrado ciò, quando ci si avvicina a queste immagini si comincia a capire che, se è facile entrare nel loro mondo, comprenderlo è molto più arduo" (Arthur K. Wheelock, Jr.). Il volume è anche il catalogo della prima grande esposizione mai realizzata in Italia dedicata al massimo esponente della pittura olandese del XVII secolo. La mostra alle Scuderie del Quirinale di Roma accoglie un'accurata selezione di opere.
"Vermeer è giunto a noi dal passato in un modo del tutto nebuloso, vago, come Shakespeare. Sembra che la storia sia passata su di loro come la luce di un faro che ruoti nella notte: a lampi. Vediamo Vermeer d'improvviso illuminato dalla fama e altrettanto rapidamente scomparire nel nulla. I documenti sono contraddittori e le notizie scarne. Si esita a porre gli atti pubblici in relazione con i dipinti: la parabola del pittore Vermeer ha solo qualche fragile legame con la vita del cittadino di Delft".
Una monografia completa su uno dei maestri che più hanno segnato la storia dell'arte. Le vicende biografiche sono inquadrate nel contesto storico, sociale e culturale del suo tempo. Una selezione di cinquanta capolavori riprodotti a piena pagina, sono analizzati con dettagli ingranditi di forte impatto e commentati in modo chiaro e diretto. Non mancano approfondimenti e curiosità, un'antologia critica, una cronologia e un indice per risalire al museo checonserva le singole opere.
Dietro all'enigmatico titolo di questo libro si celano otto storie affascinanti, otto viaggi intorno al mondo intrapresi a partire da sette quadri (cinque di Vermeer, uno di Hendrik van der Burch e uno di Leonaert Bramer) e da un piatto di ceramica del Museo di Delft. A un primo sguardo, queste opere d'arte raffigurano soltanto intimità domestiche, in realtà possono raccontare anche gli avventurosi viaggi che misero in contatto l'Olanda del secolo d'oro con le terre d'Oltremare, mostrandoci l'entità degli scambi culturali e commerciali tra Oriente e Occidente, che segnano l'inizio della nostra epoca globale. Timothy Brook ci invita a leggere in modo diverso le opere di Vermeer, non come farebbe uno studioso d'arte, attento all'uso della luce e dei colori, bensì come uno storico che attira la nostra attenzione su un dettaglio, un oggetto, una figura per poi allargare lo sguardo sul vasto e mutevole mondo del XVII secolo. Cosi, la ciotola con della frutta rovesciata su un tappeto turco che vediamo in "Donna che legge una lettera" ci trasporta verso le rotte commerciali dell'ambita porcellana bianca e blu cinese; mentre il sontuoso cappello del galante "Ufficiale e ragazza che ride" ci conduce in Canada, dove gli esploratori europei ottenevano dai nativi americani pelli di castoro in cambio di armi. Quelle pelli finanziarono i viaggi dei marinai che cercavano nuove rotte per la Cina.
Un artista da leggere, un movimento da conoscere come un racconto, una raccolta di saggi agile, portatile e accessibile. Un dossier dedicato a Vermeer. In sommario: Delft, metà del XVII secolo; Lavorare con lentezza; L'arte della pittura.
Nel corso degli ultimi anni la pittura olandese del Seicento ha incontrato un crescente successo di pubblico, grazie alla fama internazionale di carattere letterario-cinematografico di uno dei suoi massimi protagonisti, Jan Vermeer, ma anche alle numerose mostre incentrate sullo stesso Vermeer e sul suo grandissimo contemporaneo Rembrandt. Un interesse che si è presto allargato a scoprire il contesto in cui è fiorita una stupefacente anomalia nel panorama artistico dell'Europa barocca, quella di una nazione giovane e ambiziosa, l'Olanda, che conquista in breve un ruolo guida nella navigazione, il commercio, le scienze, e in cui nasce una nuova forma di pittura, laica e borghese, incarnata da artisti come Steen, De Hooch, Molenaer, Metsu, Fabritius, Hals, Heda van Goyen e molti altri.
Jan Vermeer di Delft è uno dei pittori più enigmatici, misteriosi e ambigui della storia dell'arte. Anche oggi la sua vita resta avvolta nell'oscurità, e ancor più la sua carriera artistica. Morto in disgrazia nel 1675, dimenticato per due secoli, viene riscoperto solo nella seconda metà dell'Ottocento. In breve tempo la sua fama cresce a dismisura, anche per merito dell'ammirazione che gli tributano scrittori celebri come Marcel Proust. Ma questo libro racconta soprattutto un'altra storia, la storia incredibile di Han van Meegeren, artista olandese del Novecento che, per vendicarsi dei critici che avevano stroncato il suo lavoro di pittore tradizionalista nel secolo delle avanguardie, dipinge una serie di falsi Vermeer.
Delft, Olanda, XVII secolo. La vita scorre tranquilla nella prospera città olandese: ricchi e poveri, cattolici e protestanti, signori e servi, ognuno è al suo posto in un perfetto ordine sociale. Così, quando viene assunta come domestica in casa del celebre pittore Johannes Vermeer, Griet, una bella ragazza di sedici anni, riceve con precisione il suo compito: dovrà accudire con premura i sei figli dell'artista, non urtare la suscettibilità della scaltra suocera e, soprattutto, non irritare la sensuale, irrequieta, moglie del pittore e la sua gelosa domestica privata. Inesorabilmente, però, le cose andranno in modo diverso... Griet e Johannes Vermeer, divideranno complicità e sentimenti, tensione e inganni.
Nella cantina di casa di un insegnante di matematica, Cornelius Engelbrecht, un signore sobriamente vestito, dal carattere chiuso e dall'atteggiamento sfuggente, giace un quadro prezioso che ritrae una ragazza vestita di blu. In un momento d'abbandono e di inconsueta familiarità, Engelbrecht confida a un amico che il quadro, palesemente risalente al XVII secolo, è una delle opere ignote di Vermeer, il grande pittore olandese. Suo padre, ufficiale nazista durante la guerra, l'aveva trafugato a una famiglia ebrea.
"L'arte per i bambini è una delle opere più importanti della seconda metà del XX secolo nel campo della letteratura per l'infanzia. La profonda cultura di Pinin Carpi gli aveva infatti permesso di inventare una forma nuova di narrativa: utilizzare quadri famosi di celebri pittori - dal Rinascimento ai contemporanei - per costruire racconti di incredibile inventiva. Ne sono derivati libri in cui parola e immagine si intersecano in un inatteso reticolo, risultando interdipendenti." (Dalla prefazione di Roberto Denti) Età di lettura: da 6 anni.