Ridisegnare la realtà: distopie e ucronie

Percorso di lettura condotto da Antonella Bossuto

Quando

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Periodicità
Ogni mese, il secondo lunedì, fino al 13 aprile 2026.
Orari
Lunedì: 17:00-18:30

Eccezioni

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Distopia: previsione, descrizione o rappresentazione di uno stato di cose futuro, in cui, contrariamente all’utopia e per lo più in aperta polemica con tendenze avvertite nel presente, si prefigurano situazioni, sviluppi, assetti politico-sociali e tecnologici altamente negativi (equivale quindi a utopia negativa).
Ucronìa: sostituzione di avvenimenti realmente accaduti in un determinato periodo storico con altri, frutto di fantasia ma verosimili (per es., la situazione europea se Napoleone avesse vinto a Waterloo).
Queste le definizioni del Dizionario Zingarelli per due termini ben rappresentati in letteratura, arte, cinema e fumetti.

Ma che funzione ha in letteratura la distopia?
Ha un ruolo chiave: rappresenta un monito su ciò che la società attuale potrebbe diventare. Il romanzo distopico sembra volere far suonare un allarme, mettere in guardia il lettore: attenzione, alcune situazioni che stiamo vivendo oggi, di cui non sempre abbiamo piena consapevolezza, possono portare in un prossimo futuro ad immergerci in una realtà spaventosa, pericolosa, cruda, in cui non vorremmo mai vivere.

Il primo romanzo distopico moderno è Noi di Eugenij Zamjatin, pubblicato nel 1924, che si ritiene abbia influenzato autori successivi come George Orwell. Introduce tematiche che diverranno centrali per i grandi classici del genere distopico nel XX secolo quali: controllo governativo, privazione della libertà, critica alla società di massa.
La voce 'ucronia' nasce nel 1876 ad opera del filosofo Charles Renouvier, che colloca nel genere l’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto perché l’autore ferrarese fa arrivare i Mori fino ad assediare la Parigi di Carlo Magno.

La scelta che abbiamo operato per questo percorso di lettura affianca testi molto noti, come 1984 di George Orwell, ad altri meno conosciuti, ma esemplari del genere distopico (come L'isola dei senza memoria, di Yoko Ogawa, o L'anomalia, di Hervé Le Tellier) e di quello ucronico (Il signore delle mosche, di William Holding, o Il complotto contro l’America, di Philip Roth).

Gli incontri saranno condotti da Antonella Bossuto (già docente di lettere nelle scuole superiori).

Il calendario: 

Il percorso di lettura è aperto a tutti, anche a chi non ha letto i testi e desidera solo ascoltare.

Per segnalare la propria partecipazione e per ricevere eventuale materiale bibliografico scrivere a: 
stefania.marengo@comune.torino.it

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