Pagine partigiane. Scritti, scrittori e scrittrici della Resistenza
Opere, diari e memoir di autori e autrici che parteciparono in prima persona alla lotta partigiana come combattenti, staffette o organizzatori clandestini.
Tina Anselmi
Castelfranco Veneto 1927 – 2016. Insegnante, staffetta partigiana ("Gabriella") nella brigata Cesare Battisti in Veneto, poi sindacalista DC e prima ministra donna italiana: testimone della Resistenza contro fascismo e nazismo.
La Gabriella in bicicletta : la mia Resistenza raccontata ai ragazzi
San Cesario di Lecce : Manni, 2019. — Memoir per ragazzi
Il libro è la testimonianza autobiografica che Tina Anselmi rivolge ai giovani, rievocando le sue missioni in bicicletta come staffetta "Gabriella" nel Veneto occupato. Dall'ingresso nella lotta dopo le rappresaglie nazifasciste a Bassano, descrive coraggiosamente passaggi di informazioni, fughe e cameratismo partigiano, sottolineando il ruolo delle donne nella Liberazione con un linguaggio semplice e coinvolgente.
Roberto Battaglia
Roma 1913 – 1963. Storico dell'arte, partigiano comunista in Emilia e Toscana, poi storico: autore della prima grande storia della Resistenza italiana (1953).
Un uomo, un partigiano
Edizioni del Secolo, Roma, 1945; ried. Il Mulino, Bologna, 2004. — Narrativa
Questo libro è tra le più precoci testimonianze autobiografiche sulla Resistenza. Pubblicato nel settembre del 1945, è una memoria scritta a caldo nell'Italia liberata durante gli ultimi mesi della guerra. Battaglia racconta l'evoluzione che lo porta da tranquillo storico dell'arte a spericolato comandante partigiano, dalle biblioteche ai boschi, con una lucidità che fa di questo testo una delle voci più penetranti della letteratura partigiana.
Enzo Biagi
Lizzano in Belvedere (Bologna) 1920 – Milano 2007. Giornalista antifascista, partigiano della Stella Rossa in Appennino bolognese e Toscana, poi celebre conduttore e inviato.
I quattordici mesi : la mia Resistenza
Milano : Rizzoli, 2009. — Memoir
Il libro raccoglie gli scritti inediti di Enzo Biagi sulla sua esperienza partigiana tra l'8 settembre 1943 e la Liberazione. Volontario nelle brigate comuniste dell'Appennino, descrive con lucidità quotidiana le azioni di sabotaggio, le imboscate, la fame e i dilemmi morali nei boschi tra Bologna e Pistoia, offrendo una testimonianza vivida e senza retorica della guerra di Liberazione.
Dante Livio Bianco
(Cannes, 1909 – Valle Gesso, 1953) è stato un avvocato e partigiano, insignito della medaglia d'argento al valor militare.
Guerra partigiana
Torino : Einaudi, 2020. — Memoir
Scritto tra 1945 e 1946 e ora riedito con introduzione di Nuto Revelli, questo diario è una delle prime testimonianze partigiane sul fronte alpino occidentale. Bianco narra i 14 mesi di lotta nelle valli valdesi con la brigata G.L., tra imboscate, rastrellamenti invernali, dilemmi etici e convivenza con la popolazione locale, offrendo un resoconto lucido e privo di retorica della guerra partigiana.
Luciano Bolis
Torino 1920 – Genova 2004. Avvocato e intellettuale azionista, partigiano della G.L. nelle valli piemontesi, arrestato e torturato dai fascisti.
Il mio granello di sabbia
Torino : Einaudi, 1995 ; prima edizione Genova : Fabris, 1947 — Memoir
Il racconto in prima persona dell'arresto, degli interrogatori estenuanti, delle immani torture patite dal'autore, arrestato dai fascisti nel pieno della lotta partigiana e deciso a darsi la morte pur di non tradire i compagni. Oggi quest'opera si ripropone con due registri: quello dell'estetica romanzesca e quello del documento di non disincantata memoria, ma di denuncia.
Giorgio Bocca
Cuneo 1920 – Milano 2011. Partigiano nelle formazioni Giustizia e Libertà nelle Alpi cuneesi dal 1943, nome di battaglia «Ugo». Poi tra i massimi giornalisti italiani del dopoguerra (La Stampa, Il Giorno, la Repubblica). Unico autore-partigiano a produrre anche una storia generale del movimento.
Partigiani della montagna. Vita delle divisioni GL del Cuneese
Prima ed.: Edizioni di Cultura Sociale, Roma, 1945. Ried. Einaudi, Torino, 2004 (con nota storica dell'autore). — Memoir / Saggio storico
Prima opera di Bocca, scritta a caldo nel 1945: resoconto diretto e analitico delle divisioni partigiane Giustizia e Libertà nelle valli cuneesi. Descrive struttura organizzativa, azioni militari, rapporti con la popolazione e con gli alleati angloamericani. Tono già da grande giornalista: preciso, documentato, capace di unire cronaca e analisi politica.
Italo Calvino
Santiago de Las Vegas (Cuba) 1923 – Siena 1985. Partigiano garibaldino in Liguria dal 1943 al 1945, nome di battaglia «Santiago». Partecipò ad azioni nelle Alpi Marittime e in Alta Val Tanaro.
Il sentiero dei nidi di ragno
Prima ed.: Einaudi, Torino, 1947 (Collana «I coralli» n. 2). Prefazione dell'autore: Einaudi, 1964. Ried. Einaudi 1987, 2002; trad. in oltre venti lingue. — Narrativa
Primo romanzo italiano sulla Resistenza. La prefazione del 1964 è un saggio fondamentale sulla letteratura resistenziale. Pin è un bambino cresciuto in un vicolo ligure occupato dai tedeschi. Ruba la pistola di un soldato e, fuggendo, si unisce a una banda di partigiani scalcinati e contraddittori. Tra boschi, nascondigli e scontri armati, lo sguardo straniato del bambino rivela la guerra nella sua crudezza e nella sua assurdità. Il sentiero segreto dove Pin nasconde la pistola simboleggia la libertà cercata in un mondo corrotto dalla violenza.
Carla Capponi
Roma 1921 – 2000. Partigiana comunista dei GAP (Gruppi di Azione Patriottica) romani, partecipò all'attentato di via Rasella (23 marzo 1944). Prima donna a ricevere la Medaglia d'oro al valor militare per la Resistenza. Poi consigliera comunale di Roma.
Con cuore di donna
Il Saggiatore, Milano, 2000; ried. Il Saggiatore 2009, 2020. — Memoir
Memoir sull'intera esperienza partigiana romana: il reclutamento nei GAP, la vita clandestina nella Roma occupata, le azioni di sabotaggio, l'attentato di via Rasella e le sue conseguenze (l'eccidio delle Fosse Ardeatine), la liberazione di Roma nel giugno 1944. Capponi descrive la doppia vita di una giovane donna nella Roma occupata: in apparenza commessa, in realtà combattente urbana. La narrazione è appassionata e priva di reticenze sui dilemmi morali della lotta armata.
Pietro Chiodi
Corteno Golgi (Brescia) 1915 – Torino 1970. Insegnante di filosofia ad Alba, partigiano "Valerio" delle brigate Garibaldi nelle Langhe dopo la fuga dal campo di concentramento di Bolzano: filosofo esistenzialista e traduttore di Heidegger.
Banditi
Torino : Einaudi, 2015. — Diario
Scritto nel 1946 come documento storico senza retorica, questo diario narra in prima persona i 14 mesi di lotta nelle Langhe: dall'arresto ad Alba e la prigionia a Torino e Bolzano, alla fuga in Austria e il ritorno con la brigata Cocito (Garibaldi), tra azioni gappiste, commandi di battaglione, umorismo tragico e l'impiccagione dei compagni a Virle Piemonte.
Beppe Fenoglio
Alba (Cuneo) 1922 – Torino 1963. Partigiano badogliano poi azionista nelle Langhe dal settembre 1943, nome di battaglia «Johnny». Combatté nella zona di Alba, Canale d'Alba e sulle colline del Monferrato.
Il partigiano Johnny
Prima ed. postuma: Einaudi, Torino, 1968, a cura di Lorenzo Mondo. Ed. critica integrale: Einaudi 1978 (a cura di Maria Corti); Einaudi 1994, 2005, 2014. Trad. francese (Gallimard), tedesca, inglese. Il manoscritto originale, in parte in inglese, è conservato ad Alba. — Narrativa
Johnny è uno studente di lettere, anglofilo e solitario, che dopo l'8 settembre 1943 sceglie la montagna e la lotta partigiana nelle Langhe. Il romanzo ne segue l'intera parabola: il primo inverno durissimo, il passaggio dai badogliani agli azionisti, la liberazione di Alba nell'ottobre 1944 e la sua rapida perdita, la ritirata nella neve, la guerriglia quotidiana fatta di spostamenti, rastrellamenti, fame e morte dei compagni. La guerra partigiana è mostrata nella sua brutalità reale, nella disorganizzazione, nel conflitto fra formazioni, senza alcuna esaltazione propagandistica.
Ada Gobetti
Torino 1902 – 1968 . Moglie di Piero Gobetti, antifascista dalla metà degli anni Venti. Dopo l'8 settembre 1943 divenne staffetta e poi comandante partigiana nelle formazioni Giustizia e Libertà piemontesi. Fondatrice del Centro Gobetti di Torino.
Diario partigiano
Prima ed.: Einaudi, Torino, 1956. Ried. Einaudi 1972, 1996, 2014 (con introduzione di Anna Bravo). — Diario
Diario tenuto dal settembre 1943 all'aprile 1945, scritto di notte in clandestinità. Ada Gobetti documenta con precisione cronachistica e profondità umana la vita partigiana piemontese: missioni di staffetta, rifornimenti alle bande in montagna, nascondigli, delazioni, perdita di compagni. La voce è lucida e anti-retorica, capace di alternare il resoconto operativo alla riflessione politica e al dolore privato. Il diario è anche il più importante documento sul ruolo centrale delle donne nell'organizzazione partigiana.
Bianca Guidetti Serra
Torino 1919 – 2014. Avvocata penalista, antifascista e staffetta partigiana nelle formazioni torinesi dal 1943. Difese nei decenni successivi operai e militanti nei principali processi politici italiani. Tra le figure più importanti dell'avvocatura militante italiana del Novecento.
Compagne. Testimonianze di partecipazione politica femminile
Einaudi, Torino, 1977 (2 voll., a cura di Bianca Guidetti Serra con la collaborazione di Sandra Fabbri). Nuova ed. con introduzione di Benedetta Tobagi: Einaudi, 2021. — Testimonianza / Storia orale
51 interviste a donne che parteciparono alla Resistenza e alla vita politica italiana, raccolte e curate da Guidetti Serra con rigore storiografico. La curatrice include la propria esperienza di staffetta partigiana torinese nel contesto di una generazione di donne che scelsero la lotta clandestina. Le interviste coprono formazioni diverse (comuniste, socialiste, azioniste, cattoliche), restituendo un quadro complesso della Resistenza femminile, con attenzione alla vita quotidiana, alla clandestinità e alla doppia vita di chi continuava a lavorare mentre combatteva.
Davide Lajolo
Vinchio d'Asti 1912 – Asti 1984. Combatté nella Guerra di Spagna (1937–39) nelle Brigate Internazionali, poi nella Resistenza piemontese come commissario politico delle brigate Garibaldi. Giornalista e direttore dell'«Unità» (1948–1958), poi deputato del PCI.
Il Voltagabbana
Prima ed.: Il Saggiatore, Milano, 1963. Ried. Rizzoli 1973, 2005; Edizioni Spartaco, 2008. — Narrativa.
Romanzo autobiografico che segue due amici astigiani su fronti opposti: l'alter ego di Lajolo milita con i comunisti in Spagna e poi nella Resistenza piemontese; l'altro aderisce al fascismo. Il titolo allude al «voltagabbana», figura morale ambigua di chi cambia fazione. Il romanzo esplora conversioni ideologiche, fedeltà e tradimento, con la Resistenza piemontese come sbocco naturale di un lungo percorso di coscienza antifascista.
Raimondo Luraghi
Milano 1921 – Milano 2012. Ufficiale del Regio Esercito, partigiano glista in Val d'Ala e poi garibaldino in Piemonte, promosso sul campo e medaglia d'argento al valor militare: storico marxista della Guerra Civile Americana.
Eravamo partigiani
Milano : Rizzoli, 2005. — Memoir
Basato sul diario tenuto durante la Resistenza, questo libro rievoca il percorso dell'autore dall'8 settembre 1943 alla Liberazione: dal primo reparto glista a San Giacomo di Entracque, la lotta nelle valli cuneesi con i maquis francesi, l'internazionalismo partigiano, gli scontri e la logistica garibaldina, con uno sguardo storiografico sulla guerra di Liberazione come impegno su più fronti.
Luigi Meneghello
Malo (Vicenza) 1922 – Thiene 2007 . Studente di filosofia a Padova, dopo l'8 settembre 1943 si unì alle formazioni partigiane Giustizia e Libertà sull'Altopiano di Asiago e nel Vicentino. Espatriato in Gran Bretagna nel 1947, insegnò all'Università di Reading.
I piccoli maestri
Prima ed.: Feltrinelli, Milano, 1964. Ried. Rizzoli 1976; Mondadori 1986; BUR 1998, 2008, 2016. Trad. inglese (The Outlaws, 1967), francese, tedesca. — Narrativa.
Il protagonista-narratore, alter ego di Meneghello, è un giovane studente di Padova che dopo l'8 settembre 1943 sale sull'Altopiano di Asiago con un gruppo di amici intellettuali, i «piccoli maestri» del titolo. La loro esperienza partigiana è caotica e grottesca: impreparazione militare, fame, contrasti fra formazioni comuniste e azioniste, rapporti tesi con la popolazione locale. Il racconto alterna momenti tragici (rastrellamenti, caduta dei compagni) a ironia pungente. La lingua mescola italiano, dialetto veneto e inglese in una tessitura letteraria unica.
Giovanni Monaco
Valloriate (Cuneo) 1915 – Aosta 2007. Insegnante antifascista, partigiano "Nino" della banda Italia Libera nelle valli cuneesi, poi comandante di presidio e brigata in Valle Roia.
L'alba era lontana : la guerra partigiana in montagna
Milano : Mursia, 2000. — Memoir
Riedizione ampliata di Pietà l'è morta (1955), questa narrazione autobiografica segue "Nino" Monaco dall'armistizio all'aprile 1945: dall'adesione alla banda Italia Libera a Paraloup, la difesa del Viridio, i sabotaggi in Valle Roia con i maquis francesi, gli inverni alpini estremi e la marcia nelle Langhe fino alla X Divisione GL, con documenti originali in appendice.
Paolo Murialdi
Genova 1919 – Milano 2006. Giornalista antifascista, partigiano garibaldino nell'Oltrepò pavese e in Liguria con la III Divisione "Aliotta", poi storico del giornalismo e presidente FNSI: mediatore tra formazioni partigiane e Alleati.
La traversata : settembre 1943-dicembre 1945
Bologna : Il Mulino, 2001. — Memoir
Testimonianza partigiana che segue cronologicamente l'esperienza dell'autore dall'armistizio alla Liberazione: dal servizio informazioni della Divisione Garibaldi "Aliotta" tra Genova e Tortona, al comando della 88ª brigata "Casotti" in montagna, i rastrellamenti, gli agguati e l'ingresso nella Milano insorta, con pagine dedicate alla guerriglia quotidiana e alla missione decisiva contro i tedeschi in ritirata.
Marisa Ombra
Torino 1928 – 2018. Partigiana comunista giovanissima nelle brigate Garibaldi piemontesi dal 1944. Poi sindacalista della CGIL e militante dell'UDI (Unione Donne Italiane). Testimone attiva fino agli ultimi anni di vita.
Libere sempre
Laterza, Roma-Bari, 2016; 2ª ed. con postfazione: Laterza 2018. — Memoir
Lettera autobiografica a una giovane donna immaginaria che rievoca la vita in brigata partigiana sulle montagne piemontesi nel 1944–45. Marisa Ombra descrive il cameratismo femminile, le tensioni interne alla banda, la fatica fisica e psicologica, i momenti di paura e di gioia, ma anche, con rara franchezza, il rapporto con il proprio corpo: l'amenorrea da stress, la perdita di peso, un'esperienza che oggi si definirebbe anoressia da guerra. Il memoir è anche una riflessione sulla libertà conquistata e sulla continuità tra lotta partigiana e impegno femminista del dopoguerra.
Giovanni Pesce
Visone (Alessandria) 1918 – Milano 2007. Militante comunista, combattente nelle Brigate Internazionali in Spagna, confinato a Ventotene, poi partigiano dei GAP ("Ivaldi" a Torino, "Visone" a Milano) con Medaglia d'oro al valor militare: protagonista di attentati contro nazifascisti.
Quando cessarono gli spari : 23 aprile-6 maggio 1945 : la liberazione di Milano
Milano : Feltrinelli, 2019; 2. ed. — Memoir
Scritta da uno dei protagonisti dell'insurrezione finale, questa testimonianza narra minuto per minuto i giorni cruciali della Liberazione di Milano, dall'appello radio di Palmiro Togliatti al 25 aprile. Pesce racconta le operazioni dei GAP in città, gli scontri casa per casa contro nazifascisti in ritirata, l'euforia popolare e il contributo decisivo delle brigate partigiane all'insurrezione armata che anticipò l'arrivo degli Alleati.
Nuto Revelli
Cuneo 1919 – 2004. Ufficiale alpino reduce dalla campagna di Russia (1942–43), scelse la Resistenza dopo aver assistito alla disfatta. Partigiano nelle valli cuneesi con le formazioni Giustizia e Libertà.
La guerra dei poveri
Einaudi, Torino, 1962; ried. Einaudi 1993, 2014. — Diario / Narrativa
Diario-memoir sulla campagna di Russia e poi sulla scelta partigiana nelle valli del Cuneese. Revelli narra con precisione militare e partecipazione umana la vita delle bande, i rastrellamenti, la fame e i caduti. Fondamentale per la Resistenza piemontese e per comprendere il passaggio dall'esercito regio alla guerriglia partigiana.
Lalla Romano
Demonte (Cuneo) 1906 – Milano 2001. Scrittrice e pittrice cuneese, partecipò alla Resistenza partigiana nelle valli alpine cuneesi, svolgendo attività di staffetta e supporto logistico alle bande.
Tetto murato
Einaudi, Torino, 1957. — Narrativa
"Tetto murato" è il romanzo di Lalla Romano dedicato alla sua esperienza durante la Resistenza nell'alta Valle Stura. È considerato un'opera "anomala" o resistenza senza la resistenza perché si distacca dalla retorica eroica e celebrativa tipica della letteratura resistenziale del dopoguerra, concentrandosi piuttosto sull'atmosfera sospesa, la paura e la vita quotidiana in un luogo isolato.
Rosetta Solari
Borgotaro (Parma) 1918 . Partigiana combattente della prima brigata Julia sugli Appennini parmensi, fu una delle poche donne a imbracciare le armi lasciando famiglia e paese per vivere in brigata con i compagni: testimone diretta della Resistenza emiliana.
Una storia breve : ricordi di una ragazza partigiana
Parma : Mup, 2006. — Memoir
Scritti a ridosso della Liberazione e rielaborati decenni dopo, questi ricordi narrano in prima persona l'esperienza della giovane Rosetta tra i monti parmensi: dall'adesione alla brigata Julia, le azioni armate contro i tedeschi, la vita dura in montagna tra freddo e rastrellamenti, fino alla Liberazione, con uno sguardo intimo e schietto sul coraggio femminile nella lotta partigiana.
Alberto Vigevani
Milano 1918 – 2013 . Scrittore e partigiano lombardo, partecipò alla Resistenza nella zona del lago di Como dal settembre 1943.
I compagni di settembre
Scritto nel 1944 sotto pseudonimo «Tullio Righi». Prima edizione moderna: Endemunde, Milano, 2013. — Narrativa.
Considerato il primo romanzo scritto durante la Resistenza (settembre 1943 – primavera 1944), descrive l'organizzazione delle prime bande partigiane in montagna vicino al lago di Como nei mesi immediatamente successivi all'armistizio dell'8 settembre.
Renata Viganò
Bologna 1900 – 1976. Infermiera partigiana nelle brigate Garibaldi emiliane (nome di battaglia «Renata»), operò nelle valli e paludi tra Ferrara e Ravenna dal 1943 al 1945. Voce neorealista della Resistenza femminile popolare.
L'Agnese va a morire
Prima ed.: Einaudi, Torino, 1949 (Premio Viareggio). Ried. Einaudi 1972, 1994, 2014. Trad. francese (Gallimard, 1952), inglese, tedesca. — Narrativa
Agnese è una mondina emiliana che entra nella Resistenza dopo l'uccisione del marito Clinto da parte dei tedeschi. Diventa staffetta e supporto logistico dei partigiani nelle paludi del Po, portando cibo, messaggi e armi attraverso i rastrellamenti. Donna senza retorica né ideologia esplicita, incarna la solidarietà contadina come forza morale. Il romanzo si chiude con la sua morte per mano tedesca: una figura umile trasformata in simbolo della Resistenza anonima e collettiva.
Elio Vittorini
Siracusa 1908 – Milano 1966. Scrittore e intellettuale, militante del PCI clandestino, partecipò attivamente alla Resistenza milanese come organizzatore e propagandista. Arrestato dai fascisti nel 1943, riprese l'attività clandestina dopo la fuga.
Uomini e no
Prima ed.: Bompiani, Milano, 1945 – tra i primissimi romanzi sulla Resistenza, pubblicato prima della fine della guerra. Ried. Mondadori 1966; Mondadori Oscar 1978, 2006. — Narrativa
Milano, inverno 1944–45: Enne 2 è un partigiano combattente diviso tra la lotta armata contro i nazifascisti e l'amore impossibile per Berta. Il romanzo alterna capitoli in corsivo (lirici, riflessivi) a capitoli narrativi tesi e violenti. La Resistenza è vissuta come tensione morale assoluta, tra umanità e disumanità, dignità e morte.
Giovanna Zangrandi
Padova 1910 – 1988. Maestra elementare in Cadore. Dopo l'8 settembre 1943 divenne staffetta partigiana con il nome di battaglia «Irene» nelle formazioni delle Dolomiti bellunesi, svolgendo missioni di collegamento tra le bande nelle valli alpine.
I giorni veri. Diario della Resistenza
Prima ed.: Mondadori, Milano, 1963. Ed. aggiornata e annotata: Ponte alle Grazie, Firenze, 2023 (a cura di Patrizia Dalla Rosa). — Diario
Cronaca dettagliata e quotidiana delle missioni partigiane nelle Dolomiti cadorine, dal settembre 1943 alla Liberazione. Zangrandi annota fughe notturne, attraversamenti in alta quota, consegne clandestine di messaggi e rifornimenti, incontri con comandanti e con la popolazione locale. Il tono è asciutto e concreto: emerge la realtà fisica della guerriglia di montagna, il freddo, la fame, la costante paura dei rastrellamenti tedeschi. Il sacrificio personale, relazioni interrotte e carriera sospesa, è documentato senza enfasi.