La città nei libri per bambini (Crescere con i libri 2010)

Il tema dell'edizione 2010 del Premio Nati per leggere, per la sezione Crescere con i libri (libri dai 3 ai 5 anni) è stato: Il bambino e la città.

Questi i libri finalisti e il libro vincitore.

Il libro vincitore

Stufo della sua routine nella savana, un grosso leone, curioso e solitario, decide di mettersi in viaggio in cerca di un lavoro, un amore, un avvenire. E arriva a Parigi.Parte così il racconto che Beatrice Alemagna dedica al cosiddetto Leone di Belfort, la scultura di Frédéric Bartholdi, che dal 1880 domina la Piazza Denfert-Rochereau. “Mi sono chiesta perché quel leone sia tanto amato dai parigini. Credo che sia perché sembra così felice, lassù dove si trova…”, spiega in fondo al libro l’autrice. Una storia surreale, tutta affidata alla forza evocativa delle enormi immagini e ai collage, che mescolano la forza visionaria di una storia fantastica agli squarci sulla routine e sui luoghi di una Parigi sulle prime distratta e disinteressata al nuovo arrivato.

I libri finalisti

Nella città che descrive Yusuke Yonezu ci sono tanti personaggi che pescano casette colorate, le piantano al posto dei fiori, hanno scarpe, cappelli e palloncini a forma di casa, raccolgono casette mature dagli alberi o preparano torte palazzo con tre piani di panna montata. Ma è anche una città da amare perché sta tutta in un abbraccio!

Tutti conoscono Cappuccetto Rosso, ma forse non tutti sanno la storia di Cappuccetto Giallo, che abita al piano terreno del più grande grattacielo della città e deve andare dalla nonna a portarle un panierino pieno di cose gialle. Il lupo nero l’aspetta nel traffico, riuscirà a prenderla?
Con le favole di Cappuccetto Rosso, Verde, Giallo Blu e Bianco un colore diventa protagonista nei disegni, nel testo e nei personaggi. Bruno Munari ha giocato con la fiaba tradizionale e ne ha allargato gli orizzonti, creando personaggi e storie nuove.

C'era una volta, o forse ci sarà, una città di palazzi e automobili, strade grigie e gente frettolosa che aveva sempre tante cose da fare. Anche i bambini... Ma in un venerdì di pioggia da una pozzanghera spuntò un alberello, che in una notte divenne più alto dei palazzi e così grosso da bloccare il traffico. Sull’albero magico cominciarono a salire i bambini e i gatti, mentre i grandi non riuscivano neppure ad avvicinarsi. Una mattina, però, i bambini non trovarono più il loro albero ad attenderli e il ritmo frenetico della città riprese. Ma, grazie ad alcune strane palline, in un’altra giornata di pioggia si vide spuntare "il tronco rugoso di un germoglietto verde che somigliava tutto a un albero..."

Oirartnoc è una città tutta al contrario, fin dal nome. E’ un posto dove le mamme la sera urlano ai loro figli di mettere tutto in disordine, di saltare e fare rumore “se no i vicini di sotto pensano che siamo tutti morti”. Una città dove i poveri sono ricchi e i ricchi sono poveri, dove i televisori guardano tutto il giorno i bambini, i tifosi si arrabbiano perché la loro squadra ha fatto goal, i grassi devono ingozzarsi a più non posso mentre i magri sono sempre a dieta e la neve, invece di scendere, sale... Leggendo queste storielle divertenti, si è portati anche a riflettere sul proprio mondo, sulle proprie abitudini, sui propri vizi.

 

Un bambino in una sera d'inverno disegna sul vetro appannato; sullo sfondo, le case colorate di una città. Disegna la luna, attraverso la quale vede arrivare qualcuno: è la mamma, che passo dopo passo si avvicina e alla fine rincasa per avvolgerlo in un abbraccio.
In questo libro il testo essenziale sposa illustrazioni cariche di colore ed emozioni, creando un equilibrio sottile e poetico tra il vuoto e la pienezza dei colori.

 

Attraverso le immagini di questo libro, i bambini possono ritrovare l'atmosfera magica di una giornata di neve in città. "Oggi mi sono svegliato e la mamma mi ha detto che posso restare ancora a letto perché non c’è scuola. Il pulmino della scuola è rimasto bloccato dalla neve. LA NEVE? Non ho voglia di restare a letto! Voglio subito vestirmi e andare a giocare fuori! Tutto è tranquillo, non ci sono automobili né passanti. Ascolto il silenzio della neve che cade e ho l'impressione di essere solo sulla terra.

Sfidando l’ordinanza del Sindaco, che ha messo al bando fiori e alberi, due bambini coraggiosi entrano di nascosto nel “cimitero dei sogni”, liberano tutti i fiori e tutti gli alberi lì imprigionati; con i primi germogli, anche le farfalle tornano nella piccola città.
Il coraggio e l’astuzia dei bambini riescono dunque a scacciare la noia e il grigiore in cui la città era precipitata.

Lo si chiede spesso, ai bambini distratti: "Ma dove hai la testa?" Gianni Rodari immagina cosa accade a un bambino molto distratto che dimentica in giro braccia, naso, piedi. Quest'album è tratto da una delle celebri "Favole al telefono". Le illustrazioni di Alistar hanno il potere di amplificare il racconto, di farlo gustare ai lettori secondo più registri. Mentre i bambini rimangono incantati dai colori delicati e dalle situazioni divertenti nelle tavole, gli adulti vi leggono echi degli anni Cinquanta e di Carosello: scoprono che questa favola universale è in realtà legata a un momento preciso della recente storia italiana. "La passeggiata di un distratto" è album che si può usare in molti modi: è una storia divertente da leggere ad alta voce, si presta a mille giochi da fare con i bambini, è un grande racconto illustrato e anche un omaggio rispettoso a un Paese che non c'è più. 

 

La fiaba del pifferaio che libera dai topi la città di Hamelin è una delle più leggendarie ed enigmatiche, ha diffusione mondiale in numerose varianti letterarie ed è stata pubblicata nella raccolta in due volumi dei fratelli Grimm (1816-1818). Si sono fatte molte congetture sui retroscena della leggenda; fino ad oggi, tuttavia, non si è riusciti a dare una chiara risposta agli interrogativi su cosa effettivamente accadde nella città di Hamelin.
Con le sue suggestive illustrazioni, Lisbeth Zwerger lascia molto spazio per immedesimarsi nei segreti della storia del pifferaio. La sua attenzione sottolinea non solo la trama, ma anche i sentimenti e le emozioni dei personaggi protagonisti di questo evento misterioso.

Agata è piccola, piccolissima, tanto che può fare il bagno nel lavandino e al cinema ha bisogno di una pila di cuscini per vedere i film, ma ha una passione grande, grandissima per il violoncello; ogni martedì e giovedì pomeriggio lo porta a spasso fino alla scuola di musica del suo quartiere.
Tutti si chiedono come farà una bambina così piccola a tenere in mano uno strumento così grande! Un giovedì di primavera, nel bel mezzo della folla, Agata e il suo violoncello incontrano degli amici molto speciali...