Le Biblioteche civiche torinesi partecipano ad Archivissima 2021

Archivissima 2021

Le Biblioteche civiche torinesi partecipano ad Archivissima 2021 con 5 video, ciascuno dei quali racconta, attraverso le voci narranti di studiosi, ricercatori, bibliotecari, scrittori, la storia e le caratteristiche di altrettanti fondi conservati presso tre biblioteche appartenenti al sistema cittadino: la civica Centrale, la Andrea Della Corte e la Primo Levi. 


La "Manifattura" delle storie: i documenti della Biblioteca civica Centrale al servizio degli scrittori, da Emilio Salgari a Guido Quarzo e Anna Vivarelli
Nella stesura di una storia e nella sua ambientazione la creatività si deve accompagnare a volte alla ricerca dell'attendibilità. Anna Vivarelli e Guido Quarzo ci raccontano come hanno utilizzato, sulle orme di Emilio Salgari, documenti patrimonio della biblioteca per "dipingere con precisione l'ambiente e le atmosfere della Torino dei primi anni del Novecento" nel loro romanzo Solo se mi credi. Storia d'amore e di anarchia“. Torino 1905. Carlo, sedici anni, lavora come fattorino per la pasticceria Fratelli Perosino, in centro città. Ama leggere, soprattutto i romanzi di Emilio Salgari…”
Per Archivissima, Anna Vivarelli e Guido Quarzo ci raccontano questo viaggio nei documenti della biblioteca e di altre istituzioni culturali della Città: nei meandri della Biblioteca civica Centrale (siamo stati aiutati) ad orientarci nelle mappe e negli annuari dell’epoca, una vera miniera di notizie preziose per dipingere con precisione l’ambiente e le atmosfere della Torino dei primi anni del Novecento”.

Storia di una bibliotechina
Le biblioteche municipali circolanti, istituite nei compartimenti scolastici, si aprono nel 1914 presso le scuole De Amicis, Manzoni e Pestalozzi, l’anno successivo presso le scuole di Regio Parco, Barriera di Nizza e Vanchiglia, nel 1916 in quelle di Borgata Vittoria, Borgata Po, Cavoretto, Pilonetto. Nel 1924 è la volta delle scuole di Lucento, Crocetta, Madonna del Pilone, Sassi e Madonna di Campagna; nel 1927 si apre la biblioteca scolastica circolante presso la Rayneri e infine nel 1934 in Regione Barca, presso la scuola Cena. Esse sono gestite fino al 1937 - quando passano sotto la direzione della Biblioteca civica Centrale - dal Consorzio provinciale per le biblioteche di Torino, nato nel 1906. Alla guida di questo ente vi è, fra gli altri, il banchiere e filantropo Alberto Geisser, che a proprie spese aveva aperto nel 1896 una bibliotechina circolante per docenti e allievi presso la scuola Monviso.
Le schede catalografiche della biblioteca allestita presso la scuola Cena sono state recuperate, digitalizzate e saranno  presto disponibili in rete.


Il fondo librario "Irene & Emilio Clara"
Il Servizio Biblioteche della Città di Torino ha acquisito in deposito a titolo gratuito il fondo librario "Irene & Emilio Clara". Per volere di Maria Paola e Maria Elena, figlie ed eredi dell’ingegner Emilio Clara, 17.142 volumi sono ora disponibili per la consultazione presso la Biblioteca civica Primo Levi, in via Leoncavallo 17.
Il fondo librario, a tema prevalentemente umanistico (dall’archeologia classica alla storia e alla storia dell'arte), integra e va ad arricchire l’importante collezione di libri d'arte della Città conservata presso la Biblioteca civica Centrale, avviata nell'anno della sua fondazione, il 1869, grazie al collegamento con le Scuole cittadine di disegno, architettura, disegno industriale e ornato, che favorirono le acquisizioni di testi e manualistica relativi a settori a cavallo tra arte e artigianato, arti decorative e tecniche industriali.

Cittadini e studiosi potranno fruire, grazie a questa interessantissima raccolta, di un’ampia panoramica sulla produzione editoriale di settore degli ultimi cinquant’anni e di una significativa opportunità per futuri progetti di valorizzazione dei fondi d’arte.


"Un confuso fermento di idee”: politica, amministrazione e costituzione nell’ultimo fascismo (1943-1946)
Le ricerche storiche sulla Repubblica Sociale Italiana sono pressoché inesistenti fino alla fine degli anni Sessanta. Ogni tematica relativa al periodo saloino viene disconosciuta dopo la Liberazione dalla storiografia antifascista quale argomento meritevole di analisi. Per quasi quarant’anni le ricerche sulla Resistenza e il biennio 1943-45 procedono, infatti, manifestando un sostanziale disinteresse per il simultaneo approfondimento delle vicende della RSI, considerata come semplice realtà di fondo dell’occupazione nazista dell’Italia Centrale e Settentrionale.
Nonostante il mutamento della sensibilità storiografica a partire dagli anni ‘80, inadeguati si presentano ancora oggi gli studi sull’azione svolta dagli enti territoriali della RSI nel quadro di dipendenze caratterizzato dal rapporto di collaborazionismo con l’occupante tedesco.
La digitalizzazione della documentazione relativa alla RSI posseduta dalla Biblioteca civica Centrale permetterà agli studiosi non soltanto il libero accesso a una bibliografia completa del materiale disponibile, ma anche la possibilità di accedere da remoto all’intera collezione.


Il fondo Marinella Venegoni
Il Servizio Biblioteche della Città di Torino ha acquisito in donazione dalla giornalista e critica musicale  Marinella Venegoni la raccolta di audiovisivi, libri e altro materiale documentario di argomento musicale. La collezione, conservata presso la Biblioteca civica Andrea Della Corte, è legata alla trentennale attività della donatrice nel campo della critica musicale popolare per il quotidiano “La Stampa” ed è di grande interesse per l’ampio grado di copertura della produzione discografica in diversi generi che vanno dal folk al rock, dal jazz al rap, dal soul al blues e al pop, nonché per la grafica relativa alle confezioni promozionali succedutesi nell’arco di tre decenni per i dischi e gli altri supporti musicali pubblicati dai principali protagonisti della musica popolare.
Considerata la specificità del materiale, l’interesse della raccolta è destinato a crescere con il trascorrere degli anni, in ragione sia della difficoltà di reperimento di collezioni altrettanto ampie su supporto vinilico e digitale sia dell’ottimo stato di conservazione del materiale.