Ordinamento delle raccolte e cataloghi in Biblioteca civica. Direttore Luigi Màdaro (1926-1948)

Biblioteca civica. Corso per bibliotecari, inizio anni Trenta del Novecento

Premessa

In questa scheda e nelle schede a essa collegate verranno esaminate le fonti documentarie più significative (a esclusione dei regolamenti che saranno trattati in una scheda dedicata) aventi per oggetto, fra l'altro, l’ordinamento delle raccolte e i cataloghi della Biblioteca civica, che saranno considerati dal punto di vista della loro evoluzione storica: dal febbraio 1869, anno di inaugurazione della biblioteca, al 1959, anno che precede il trasferimento dalla sede temporanea di Palazzo Carignano al nuovo edificio di via della Cittadella.

L'esposizione di una vicenda così complessa e relativa a un arco cronologico molto esteso (circa novant’anni) verrà svolta in cinque schede di approfondimento:

1. Ordinamento delle raccolte e cataloghi in Biblioteca civica. Giuseppe Pomba (1869)
2. Ordinamento delle raccolte e cataloghi in Biblioteca civica. Direttore Daniele Sassi (1873-1904)

3. Ordinamento delle raccolte e cataloghi in Biblioteca civica. Direttore Enrico Mussa (1909-1926)
4. Ordinamento delle raccolte e cataloghi in Biblioteca civica. Direttore Luigi Màdaro (1926-1948)
5. Ordinamento delle raccolte e cataloghi in Biblioteca civica. Direttore Enzo Bottasso (1951-1972)

Presentiamo in questa scheda alcuni brani tratti da tre articoli di Luigi Màdaro (direttore della Biblioteca dal 1926) del 1931, del 1933 e del 1936 e un articolo di Nazareno Pulischi del 1942.

La Biblioteca civica nel 1928

Nell’articolo La Biblioteca civica nel 1928, pubblicato nel gennaio dell’anno seguente, il direttore, dopo aver sommariamente  esposto i dati statistici riguardanti lettori, opere consultate e prestiti, accenna brevemente ai bollettini bibliografici pubblicati dalla biblioteca: Per rendere sempre più agevole il contatto dei lettori con la suppellettile libraria, specie con quella di più recente accessione, fu cura della Direzione di comunicare frequentemente al pubblico, dei bollettini bibliografici con l’indicazione delle opere ripartite per materia, avuto riguardo alle speciali sezioni della Biblioteca.

Alla parte dedicata alla consistenza libraria, ai nuovi acquisti, ai donatori e ai lasciti segue la lunga esposizione intitolata  Lavori bibliografici, in cui si dà principalmente conto di particolari interventi straordinari fatti in vista dell’imminente trasloco della biblioteca nella nuova sede di corso Palestro. Riportiamo il brano per intero:

Degli acquisti e doni ingressati nell’annata furono regolarmente, in servizio ordinario, compiute tutte le operazioni di rito e cioè:
Registrazione all’ingresso, schedatura in doppio esemplare per il vecchio catalogo alfabetico ancora in uso, e il nuovo (sistema Staderini compilato secondo le norme stabilite con il decreto Ministeriale 11 Giugno 1921) che si appronta per la nuova sede, schedatura per il nuovo catalogo a soggetto, bollatura, tassellatura, collocazione e inventario.

In armonia con il progetto di riordinamento delle collezioni librarie da trasferirsi prossimamente nella nuova sede furono oggetto di assidua cura e di amorevole lavoro da parte del personale, più specificatamente la Raccolta Musicale G. Sacerdote, la raccolta delle opere sul Fascismo, quella delle opere sulla Guerra Europea 1914-1918, dei manuali Hoepli e le sezioni Risorgimento, Pubbl. Uff., e Periodici.

La Raccolta Musicale G. Sacerdote, costituita essenzialmente dalle opere di letteratura musicale che già formarono la libreria privata di G. Sacerdote donata poi al Comune e da quelle che annualmente sull’argomento la Direzione della Biblioteca acquista sul fondo speciale a ciò destinato dal generoso donatore, venne integrato di tutte le altre opere che in materia di tecnica, di storia, e illustrazioni musicali possedeva antecedentemente al dono Sacerdote la Biblioteca e che erano collocate or qua or là nelle varie sale della Biblioteca stessa.

Raggruppate ora in unica sezione, documentano la loro varia provenienza a mezzo di tasselli interni ed unificata l’indicazione di segnatura all’esterno che prima era distinta in tre classi, costituiscono nel loro insieme, un organico fondo con la denominazione «Raccolta G. Sacerdote» che comprende N. 1689 entità bibliografiche. Di esse si è proceduto alla completa rischedatura, secondo le norme stabilite dal citato decreto Ministeriale, in doppio esemplare da servire per il catalogo generale alfabetico e per un catalogo speciale della raccolta che potrà essere consultato come un catalogo per materia.

Delle opere che la Biblioteca ha acquistato ed acquista, pertinenti alla storia e teoria del Fascismo, si è iniziata la formazione di una Raccolta organica, costituente una speciale sezione della Biblioteca, con segnatura propria. Anche dei volumi di questa Raccolta si sono compilate le schede per il catalogo Staderini e quelle per il catalogo a soggetto, sotto la voce generica Fascismo e sotto voci più particolari relative agli uomini e alle opere del Regime.

Alla Sezione Risorgimento, una delle più ricche della nostra Biblioteca, si sono portati dei ritocchi all’ordinamento preesistente, facendovi confluire anche tutte quelle altre pubblicazioni che, relative alla storia del Risorgimento, erano rimaste fuori dalla Sezione e collocate sparsamente nella Biblioteca.

Un ordinamento speciale s’è dato alla Raccolta di opere che la Biblioteca possedeva ed ha acquistato di recente sulla Guerra Mondiale, raggruppandole in tre scaffali aggregati per comodo di segnatura, alla Sezione Risorgimento. Anche per questa raccolta s’è provveduto a compilare le schede per il nuovo catalogo alfabetico e per quello a soggetto.

Di ben altra portata sono stati i lavori, non ancora compiuti, per dare, analogamente a quanto è in atto presso altre biblioteche, l’ordinamento prescritto dai trattati di biblioteconomia, alle Pubblicazioni Ufficiali e soprattutto alle Pubblicazioni periodiche della Biblioteca, finora trattate, nei riguardi della collocazione, genericamente come unità indipendenti assegnate alle diverse sale e non costituenti reparti speciali con segnature proprie. Mentre è stato possibile però condurre a termine i lavori di ordinamento della Pubbl. Uff. di cui sono stati tassellati anche tutti i volumi, nei rispetti della collocazione che assumeranno nella nuova sede, per le pubblicazioni periodiche s’è soltanto potuto preparare sugl’inventari e lo schedario il lavoro che deve precedere l’ordinamento materiale dei volumi cui anche per deficienza assoluta di spazio non è possibile dare alcuno ordinamento nella vecchia sede.

Dirò infine dei Manuali Hoepli dei quali si è rifatto completamente lo schedario alfabetico e quello a soggetto, avuto speciale riguardo alla utilità della Raccolta e alla varietà della materia.

In totale sono state compilate 17.546 schede bibliografiche, di cui 6721 per il nuovo catalogo a soggetto.
Si fa appena cenno dell’ordinario lavoro di ricerca bibliografica per corrispondenza e di amministrazione della Biblioteca, dello spoglio e segnalazione nei cataloghi delle più importanti pubblicazioni apparse nei periodici dell’annata, delle operazioni di selezione di circa 1100 opere possedute in doppio o multiplo esemplare della Biblioteca e della loro assegnazione in reparto speciale con segnatura e catalogo proprio.

La Biblioteca civica nel 1930

Nell’articolo La Biblioteca civica di Torino nel 1930: relazione del direttore, pubblicato l'anno successivo, Màdaro, nel dar conto dell’attività della biblioteca, considera un avvenimento di importanza capitale per l’istituto: il suo trasferimento, avvenuto 18 mesi prima, da Palazzo municipale alla nuova sede di corso Palestro: un avvenimento che ha influito positivamente sullo sviluppo della biblioteca e in particolare sull’aumento del numero dei lettori.
I riferimenti all’ordinamento della biblioteca ricorrono nella parte relativa all’incremento delle collezioni librarie.

Scrive Màdaro: La nostra biblioteca sorse da prima - e ne fu, come si sa, la mente e l’anima Giuseppe Pomba - col proposito di favorire lo studio delle scienze applicate alle arti e all’industria e di fornire altresì utili cognizioni di cultura generale a beneficio specialmente delle classi medie e popolari, onde, i ricchi fondi che possono dirsi unici in Torino e dei pochi organicamente allo scopo costituiti in Italia, di opere in materia di arte pura e applicata e di tecnologia, che la Biblioteca possiede, prezioso sussidio proposto allo studio e al lavoro di artisti, artigiani e tecnici.
Tuttavia, col passare degli anni, consolidandosi sempre più la fortuna dell’Istituto, grazie alla viva simpatia con cui ne fu sempre auspicato lo sviluppo e al largo contributo che benemeriti donatori portarono con le proprie cospicue e spesso importanti collezioni librarie, la Biblioteca si ornò di molte altre speciali raccolte, che allargandone le funzioni, ad essa conseguentemente imposero con maggiori compiti, più complessi òneri.
Così, via via, fu necessario provvedere all’annuale incremento non solo dei fondi d’arte e di scienza applicata e di cultura generale, ma altresì di quelli della sezione storica del Risorgimento Nazionale, originata dalla pregevolissima collezione Parrini, della Teatrale, cui recentemente fu annesso il nucleo Sacerdote, della sezione Viaggi, Esplorazioni e Scoperte Geografiche (Gea), e di quella intitolata «Piemonte», cui l’occasione del trasferimento della sede della Biblioteca permise fosse dato un razionale e organico aggruppamento e che raccoglie e ordina la bibliografia della Regione, con particolare riguardo alla bibliografia della Città e della Casa di Savoia.

Màdaro ricorda quindi i “lavori bibliografici” più rilevanti compiuti nell’anno … ad opera degli impiegati addetti alle operazioni di schedatura, i nuovi cataloghi per autore e per soggetto si sono integrati nell’anno di circa 15.000 schede complessivamente. Seguendo l’utilissima consuetudine di sottoporre ad esame anche gli articoli delle principali riviste che pervengono alla Biblioteca, i più importanti di essi sono stati segnalati a catalogo in circa 2000 schede di spoglio.
Dei vecchi fondi sono stati schedati a nuovo il reparto Collezioni fino al gruppo 23, i volumi della sala di consultazione, tanto per autore che per soggetto, e parzialmente, per il soggetto, anche la raccolta Sacerdote che già prima era stata rischedata tutta per autore.
Sono tuttora in corso i lavori di rinnovazione degli inventari topografici per la sezione «Piemonte», «Gea», e per il reparto di Consultazione. Sono stati condotti a termine quelli per la sezione «Guerra» e «Fascismo».
Le quali due ultime sezioni in quanto al loro ordinamento sono state completate anche per la parte opuscoli, richiamati dalle varie collocazioni a cui erano stati già sparsamente assegnati a ricomporsi in ordinata serie nella sezione a ciascun gruppo più propria. Di essi è stata rinnovata, in duplice copia, anche la schedatura per autore e per soggetto, di maniera che tanto il catalogo generale che quelli speciali delle sezioni sopradette possono dirsi ormai affatto completi delle registrazioni bibliografiche relative a tutti gli elementi dell’intero fondo.
Sono stati altresì riordinati, nel reparto Pubblicazioni Ufficiali, gli Atti Parlamentari dal 1924.

La Biblioteca civica nel 1931-1932

Nell’articolo La Biblioteca civica di Torino nel biennio 1931-1932, pubblicato nel 1933, il direttore traccia il consueto bilancio delle attività dell’istituto (frequenza dei lettori, incremento della suppellettile libraria, doni, ecc.) facendolo precedere da una rassegna di giudizi positivi sulla nuova sede di corso Palestro che tecnici e studiosi, vivamente interessati alla recente sistemazione edilizia ed organica della Biblioteca, hanno pronunziato sull’odierno assetto di essa, in varie e pregiate pubblicazioni.

A proposito dei dati statistici relativi alle opere richieste dai frequentatori della Biblioteca secondo la materia delle opere consultate, dai quali risulta che le opere di carattere scientifico hanno di gran lunga superato quelle per libri di lettura amena, si sottolinea come questo risultato, considerato positivo, vada attribuito sia ai criteri cui sono stati subordinati gli acquisti approvati dalla Commissione consultiva, sia al continuo sviluppo dei nuovi cataloghi alfabetico e a soggetto, che, accresciuti nel biennio di circa 30.000 schede, e messi a libera e diretta consultazione del pubblico, costituiscono e costituiranno, a misura che si integreranno sempre più, una guida pronta, agile e sicura a soddisfare le molte richieste degli studiosi. Si fa inoltre menzione, citando il complesso dei dati statistici, al numero opere richieste relative alle Sezioni «Gea» che nella sua recente formazione raccoglie opere di geografia, etnografia, ecc., con particolare riguardo ai viaggi, esplorazioni e missioni cattoliche, «Sacerdote» di letteratura musicale e «Teatro».

Venendo ai “lavori bibliografici”, Màdaro scrive: Di tutti i volumi ingressati nell’anno si curarono regolarmente le rispettive operazioni di schedatura, per autore e per soggetto, di collocazione, registrazione in inventario; né si tralasciò di fare il consueto spoglio delle principali riviste e pubblicazioni periodiche per segnalarne nel catalogo a soggetto gli studi più importanti con speciale riguardo a quelli riferentisi alla vita storica, amministrativa, sociale, politica della città e della regione.
A tutte le richieste di informazioni bibliografiche, pervenute numerose anche dall’estero, si corrispose con la maggiore esattezza e sollecitudine possibile.
Fuori di queste incombenze ordinarie, si è provveduto a continuare i lavori di più lunga lena, iniziati già da qualche anno, portando a termine quelli relativi alla catalogazione ed inventario del fondo Geisser
alla rischedatura per i nuovi cataloghi della raccolta completa dei manuali Hoepli e di 1074 libretti d’opera di vecchio fondo; alla rinnovazione degli inventari della Sezione Piemonte, Gea, e del reparto di Consultazione.
Opera maggiore si è rivolta al riordinamento degli opuscoli, creandone una miscellanea generale e distinta, in relazione all’ordinario loro formato, in tre serie (A, B, C) e delle raccolte speciali, in analogia a quanto si era fatto già lo scorso anno per gli opuscoli di Guerra e Fascismo, per gli aggruppamenti particolari della Biblioteca.
Per la Sezione Piemonte, essendo le collezioni che la costituiscono distinte in 4 gruppi: Bibliografia della Città (A), del Piemonte (B), di Casa Savoia (C), e del folklore e dialetto Piemontese (D), si è provveduto a formare 4 distinte collezioni anche degli opuscoli a quelli relativi.

Tutti gli opuscoli sistemati nell’anno sono anche stati regolarmente catalogati e inventariati.
Con particolare cura si attende tutt’ora al riordino della Sezione Giobertiana. In essa, alle inadatte e disadorne buste di cartone destinate a contenere i carteggi e provviste durante le operazioni d’ordinamento condotte da Balsamo-Crivelli, si sono sostituite e con vantaggio delle cartelle a chiusura meccanica decorose per aspetto e del tutto convenienti alla preziosa raccolta; ai volumi che nella Sezione rappresentano la Libreria del filosofo e che erano rimasti, con evidente e progressivo pericolo della loro conservazione, quali pervennero dalla donazione Lamarchia, nella maggior parte cioè senza legatura, non si è mancato di conferire decoro e uniformità di legature conformate allo stile dell’epoca.
Di essi si è pure rinnovata la catalogazione per autore e soggetto in doppia copia, per rappresentarli sì nel catalogo generale della Biblioteca, che nel catalogo speciale della Sezione.
Dal fondo che costituisce invece la collezione di letteratura critica sul Gioberti, comprese le varie edizioni delle sue opere, si è iniziato un razionale e sistematico ordinamento di cui si darà ragione a operazioni compiute.
Continuano inoltre i lavori di esame e classificazione dei carteggi Faldella e catalogazione dei manoscritti Bosio.

La Biblioteca civica nel 1936

Nell’articolo La Biblioteca civica di Torino, pubblicato nel 1936, il direttore delinea un breve profilo dell’Istituto dal punto di vista storico della sua fondazione e della formazione delle raccolte, concludendo con una descrizione della nuova sede di corso Palestro che dal 1929 ospita la biblioteca.

Parlando delle raccolte Màdaro scrive: Quando nel 1869 si apriva al pubblico all’esplicito fine di giovare alla diffusione della cultura in genere e di quella tecnica e professionale in ispecie, la sua suppellettile libraria non superava i 20.000 volumi.
A sessantasette anni di distanza ne conta circa dieci volte di più ed oltre ad un vastissimo fondo di cultura generale, largamente sussidiato dai principali strumenti di consultazione e da numerose serie di periodici e pubblicazioni ufficiali, comprende anche alcune raccolte specializzate che, uniche in Torino e delle poche organicamente allo scopo costituite in Italia, ne integrano e caratterizzano le funzioni, non solo in materia di arte applicata e tecnologia, ma anche in quella della bibliografia della città, storica del Risorgimento nazionale, geografica, con particolare riguardo ai viaggi, esplorazioni e studi coloniali, teatrale e musicale.

Dopo aver accennato ai manoscritti e agli autografi e ai numerosi donatori, prosegue: Dal successivo sviluppo di alcune di codeste librerie si ebbero, anzi, a generare talune delle raccolte specializzate che la Biblioteca possiede: quella, ad esempio, di letteratura musicale, dono di Giacomo Sacerdote e opportuno complemento alla Sezione teatrale che, iniziata nel 1896 con l’acquisto della libreria del commediografo Valentino Carrrera, costituisce oggi uno dei più importanti fondi d’Italia per lo studio del Teatro italiano e straniero, nelle sue varie manifestazioni, dal dramma sacro antico al moderno fonofilm; e quella del Risorgimento, germinata dal nucleo di opere lasciate nel 1884 dal professor Cesare Parrini e completata e continuata oggi dai già folti raggruppamenti di opere sulla grande Guerra e sul Fascismo.
Di essa idealmente fa parte anche la Giobertiana … costituita e ordinata in apposita sala.

Con elementi tratti, invece, dai fondi originari della Biblioteca, a cui man mano si va aggiungendo quanto relativamente alla storia della Città e dei territori dello Stato Sabaudo di cui fu capitale e della letteratura dialettale e folkloristica ad essa pertinente, risulta di nuova produzione o comunque si possa acquisire sul mercato antiquario, si è recentemente costituita, nell’intendimento di raccogliere e serbare agli studiosi una documentazione bibliografica più completa possibile in materia, la Sezione Piemonte.

La Biblioteca civica nel 1942

Nell’articolo Lettori e letture nella Biblioteca civica di Torino, Nazareno Pulischi così esordisce: Il Direttore della Biblioteca Civica può constatare con legittimo orgoglio nelle sue relazioni annuali il costante aumento dei frequentatori che, poco più di 40.000 nel 1929, sono saliti nel 1938 a 66.781.
Negli ultimi due anni, le statistiche dicono chiaramente che la diminuita affluenza dei lettori è dovuta alle vicende di portata storica alle quali la Nazione partecipa e che tengono ben altrimenti occupati gran numero di studiosi. Anche l’abolizione della lettura serale, decisa per misura di protezione antiaerea, ha influenzate le cifre statistiche e perciò il nostro esame si riporta a due anni addietro.

L’attenzione di Pulischi è focalizzata su un particolare tipo di lettori, gli studenti, che egli considera sotto il profilo dei dati statistici: In questi ultimi anni si è registrato alla Biblioteca Civica un notevole spostamento nella relazione propozionale delle categorie dei suoi lettori. Gli studenti che furono poco più di 14.000 nel 1930 - un quarto del totale dei lettori - sono divenuti, come ho detto, 34.586 nel 1938: più della metà. La ragione va ricercata in questo: la continua immissione di schede nel catalogo a soggetto, che s’arricchisce di circa 10.000 schede all’anno, senza tener conto di quelle di spoglio - circa 2000 - con le quali si segnalano i più importanti articoli delle Riviste, conduce sempre più con speditezza e con maggiore dovizia lo studente al nocciolo del suo argomento di Studio.
Si dirà: ma in tutte le Biblioteche si immette ogni anno un cospicuo numero di schede nel Catalogo a soggetto! Sì, ma la Civica, sin dal suo trasferimento nella nuova sede non aveva che un catalogo per materia assai generico; il Catalogo a soggetto a schede mobili era evidentemente quanto gli studenti attendevano.

Per approfondire

Per il approfondire l’argomento si consulti la bibliografia sulla Biblioteca civica.

 

Testo di Gianfranco Bussetti (Ufficio Studi locali)